lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di REDAZIONE ONLINE 26 feb 2015 00:00

Aib: a gennaio cresce la produzione industriale. Ripresa per le Pmi bresciane

L'indagine congiunturale di gennaio per la provincia di Brescia elaborata dal Centro studi di Aib

Dopo una fine d’anno caratterizzata da un andamento negativo della produzione, per la manifattura bresciana il 2015 - secondo il Centro studi di Associazione Industriale Bresciana - inizia con un abbrivio positivo, favorito da una serie di fattori, tra cui la debolezza dell’euro e i bassi costi delle materie prime energetiche. Nel dettaglio, la produzione è risultata in aumento per 38 operatori su 100, con un saldo positivo del 20% tra imprese che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione, mentre il livello dell’attività è giudicato inferiore al potenziale dal 39% delle imprese del campione. L’evoluzione del comparto industriale provinciale si inserisce in un contesto nazionale ancora particolarmente aspro, ma in cui iniziano a manifestarsi segnali di recupero: l’indice PMI manifatturiero a dicembre, pur rimanendo di poco al di sotto del valore che delimita l’espansione dalla contrazione, si è infatti attestato sui valori massimi delle ultime quattro rilevazioni.

La produzione è aumentata nei comparti: abbigliamento, carta e stampa, chimico, gomma e plastica, materiali da costruzione ed estrattive, metallurgico e siderurgico, meccanica di precisione e costruzioni di apparecchiature elettriche, meccanica tradizionale e mezzi di trasporto. È rimasta invariata per gli operatori del maglie e calze, mentre è diminuita per le imprese dell’agroalimentare e caseario, calzaturiero, legno e mobili in legno, tessile.

L’attività produttiva è risultata in crescita per quasi tutte le classi dimensionali, ad eccezione di quella delle imprese maggiori (oltre 500 addetti). Le dinamiche positive più pronunciate hanno riguardato le micro imprese (fino a 9 addetti) e quelle grandi (200-499 addetti).

L’utilizzo degli impianti riflette la dinamica dell’attività produttiva, con il 31% di operatori che dichiara di averlo aumentato. Il livello di utilizzo, rispetto al potenziale, è giudicato basso ancora dal 40% del campione.

Le vendite sul mercato nazionale evidenziato una buona crescita, con un saldo positivo del 13% tra imprese che hanno dichiarato variazioni in aumento e in diminuzione; quelle nei Paesi UE ed extra UE manifestano saldi positivi rispettivamente del 17% e del 9%;

Le aspettative per i prossimi mesi sono orientate a un cauto ottimismo, derivante in primo luogo da una combinazione molto favorevole di elementi esterni (euro debole, materie prime energetiche a prezzi storicamente molto bassi, accelerazione del commercio mondiale, condizioni monetarie vantaggiose) che sosterranno la crescita. Per quanto riguarda la produzione, il saldo tra imprese che prevedono variazioni in aumento e in diminuzione è positivo (+24%). Le attese sull’utilizzo degli impianti risultano in aumento per il 26% degli operatori e invariate per il 71%. Gli ordini dal mercato interno sono in rialzo per il 29% delle aziende, con un saldo positivo del 21% tra coloro che dichiarano variazioni in aumento e in diminuzione; quelli dai Paesi UE ed extra UE evidenziano saldi positivi rispettivamente del 23% e del 4%. La domanda di lavoro è destinata a crescere, con 18 operatori su 100 che dichiarano di voler incrementare la manodopera.
REDAZIONE ONLINE 26 feb 2015 00:00