Leno: progetto di integrazione socio-sanitaria
Amministratori, tecnici, operatori e associazioni uniti dalla consapevolezza che la persona non è mai un insieme di bisogni separati, ma una storia complessa, fatta di salute, relazioni, fragilità e dignità. Alla Casa di Comunità di Leno ha preso forma il progetto di integrazione socio-sanitaria promosso da Ambito 9 e Distretto Bassa Bresciana Centrale di ASST Garda, un modello che oggi si afferma come uno dei più avanzati della provincia. Non è stato un percorso semplice né scontato. Dietro a questo risultato c’è stata la scelta, tutt’altro che banale, di abbandonare logiche individuali per costruire una visione corale. Un cambio culturale prima ancora che organizzativo, reso possibile dalla determinazione delle direttrici Rossella Goglioni e Claudia Pedercini, che hanno creduto fin dall’inizio nella forza della collaborazione. “Il bisogno della persona – spiegano le direttrici - non può essere suddiviso in compartimenti separati. Salute, fragilità sociale, condizioni economiche e relazioni si intrecciano costantemente. Per questo il cambio di passo è stato riconoscere che non esistono problemi dell’uno o dell’altro ente, ma responsabilità condivise da affrontare insieme”.
La firma della convenzione nel giugno 2025 ha segnato l’avvio concreto di questo cammino. Oggi, negli spazi condivisi della struttura di Leno, prendono forma servizi che dialogano tra loro: uffici amministrativi, area disabilità, protezione giuridica, punti di accesso e supporto alle famiglie. Non più percorsi frammentati, ma risposte integrate, pensate per accompagnare davvero le persone. “Per Leno – dichiara il sindaco, Cristina Tedaldi - questo momento ha un valore particolare, perché abbiamo visto crescere questo progetto sin dalle prime fasi di sviluppo della struttura sanitaria, accompagnandone passo dopo passo l’evoluzione fino a oggi. Vedere la Casa di Comunità diventare luogo reale di integrazione tra servizi e punto di riferimento per l’intera Bassa Bresciana significa dare concretezza a una visione costruita nel tempo, con impegno istituzionale e attenzione ai bisogni delle persone”. I venti Comuni dell’Ambito 9 hanno dimostrato che fare rete non è solo uno slogan, ma una scelta concreta che richiede fiducia reciproca e capacità di guardare oltre i confini amministrativi. La firma che sancisce l’avvio di un modello di comunicazione accessibile a tutti è stato forse il momento forse più simbolico. Lingua dei segni, materiali semplificati, strumenti multilingue, supporti digitali inclusivi. Un gesto che va oltre l’organizzazione dei servizi e tocca il cuore di un principio fondamentale: il diritto di ogni persona a comprendere, partecipare, sentirsi parte. In un tempo spesso segnato da ciò che manca, questa esperienza racconta invece ciò che è possibile costruire. Partendo dalle competenze, dalla passione, dalla volontà di non lasciare indietro nessuno. La Casa di Comunità di Leno diventa così più di un luogo fisico: è uno spazio di incontro tra istituzioni e cittadini, tra bisogni e risposte, tra visione e realtà. È l’inizio di un percorso che guarda lontano, ma che affonda le radici nel presente. Un passo concreto verso servizi più vicini, più umani, più giusti. Dove integrazione non è solo una parola, ma una promessa mantenuta.