Mircea Lucescu, l'allenatore nel cuore
La morte, a 80 anni, di Mircea Lucescu lascia un vuoto nel mondo del calcio. Ha alzato 36 trofei in cinque Paesi diversi. È stato, per molti, un maestro.
Da calciatore si è tolto lo sfizio di sfidare, da capitano (ala destra) della Romania, il Brasile di Pelè nel 1970.
Da giovane allenatore portava i suoi giocatori nei musei, a teatro, nelle fabbriche, perché dovevano "capire il mondo". Lavorava molto sulla tattica e puntava su un gioco iperoffensivo.
Con lo Shakhtar ha illuminato la Champions e ha vinto la Coppa Uefa, lanciando tanti talenti brasiliani come Douglas Costa, Teixeira e Fernandinho. E con il Galatasaray, nel 2000, ha vinto la Supercoppa Europea, battendo il Real Madrid.
Ha valorizzato tantissimi giovani, tra questi, il 21 maggio del 1995, a soli 16 anni e 2 giorni, fece debuttare in Reggiana-Brescia Andrea Pirlo.
In Italia ha guidato il Pisa, il Brescia (dal 1991 al 1996), la Reggiana e l'Inter. Con la Romania si è arreso pochi giorni fa nella semifinale dei play off contro la Turchia per accedere ai Mondiali.