Brescia: apriamo strade di pace e di accoglienza
La Tavola della pace Brescia ovest, composta dalle associazioni e realtà del territorio della zona Oltremella e Fiumicello (circoli Acli di Sant'Anna, Urago Mella e Badia, Amici della Pieve di Urago Mella, Gruppo missionario San Giacomo, Coda- Centro Operativo Difesa Ambiente, Pax Christi, Movimento Nonviolento, Gruppo Emergency Brescia, Auser, Spi-Cgil, Anpi, Ass.ne La Fionda, Movimento dei Focolari, Caritas parrocchiali, Associazione La casa sulla roccia, Libera, Consigli di Quartiere Brescia Ovest, Punti Comunità e Parrocchie della zona Brescia ovest, con l'adesione del Tavolo della pace Borgosatollo), con il patrocinio del Comune di Brescia, promuove, nella serata di sabato 31 gennaio 2026, una Fiaccolata per la pace denominata “Apriamo strade di pace e di accoglienza" che partirà alle 20 da via Giovanbattista da Farfengo 69, nel piazzale antistante la Sala Civica, e si concluderà presso la Pieve di Urago Mella, in via della Chiesa 136.
In continuità con l'iniziativa dello scorso anno- quando venne proposta la testimonianza di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi dell'associazione “Linea d'ombra”, che nella piazza del mondo di Trieste sostiene ed assiste la popolazione migrante lungo la rotta baltica, "accoglieremo - scrivono gli organizzatori - la testimonianza di Agostino Zanotti della Rete 'Io Accolgo' di Brescia, che raggruppa gruppi e associazioni della società civile bresciana ed Enti Locali del territorio che non intendono rassegnarsi (anzi!) a indifferenza e cattiveria che sembrano prevalere oggi anche nelle nostre comunità.
Non siamo disposti a tacere di fronte alle vergognose manifestazioni di odio razzista che, come lo scorso anno, anche a fine anno 2025 hanno infangato la nostra città e che, facendo leva sulla 'paura dell’altro', dello straniero, del diverso, vorrebbero negare il diritto/dovere di solidarietà; coniando il termine 'Remigrazione' che in sostanza significa rimpatrio forzato dei migranti perché ritenuti non compatibili e assimilabili alla cultura nazionale. Così come non intendiamo rassegnarci al 'pensiero unico bellicista' che ancora oggi sta generando morte e devastazione in gran parte del mondo (Palestina, Ucraina, Sudan, Iran, Venezuela e non solo). Vogliamo ostinatamente lanciare, anche nelle nostre comunità, semi di speranza convinti che ciascuno - personalmente, collettivamente e politicamente - possa e debba fare la propria parte per un mondo diverso e possibile. Basato su solidarietà, giustizia e fraternità. Magari dirottando le sempre più ingenti spese militari (nel 2025 260 miliardi di euro in Europa, in Italia 35 miliardi) alla reale difesa delle comunità: sanità, istruzione, assistenza, tutela del territorio, solidarietà".