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Brescia
di MASSIMO VENTURELLI 23 dic 14:24

Brescia, città salda malgrado le ferite

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Nell'incontro di fine anno con la stampa bresciana il sindaco Del Bono ha riproposto molte delle riflessioni già affrontate nell'intervista a "Voce"

Questo 2020 tanto sofferto sta volgendo al termine, con l’augurio che resti e si confermi un anno irripetibile, di quelli destinati a non fare ritorno per il tempo più lungo possibile. Nonostante tutto, però, anche da un anno duro come è stato quello segnato dalla pandemia, ci sono insegnamenti da trarre, dati da mettere a bilancio, per accorgersi che anche in quella che è stata una tragedia non sono mancati gli spunti, gli squarci di luce da cui trarre conforto. È questo il senso delle riflessioni che hanno fatto da filo conduttore all’incontro di fine del sindaco Emilio Del Bono e della sua giunta con i media bresciani. Molte delle questioni il Sindaco le aveva già anticipate in questa intervista a “Voce”.

Mai come in questo 2020 i bilanci di fine anno sono particolarmente dolorosi…

Quello che stiamo per salutare è stato un anno inusuale, drammatico con la città che ha perso più di 500 concittadini (anche se il numero effettivo potrebbe essere molto più alto) a causa del coronavirus. Sono numeri terribili, che ci lasciano una città più povera in umanità, segnata da profonde ferite che non sono solo quelle delle famiglie colpite dal lutto, ma dell’intera comunità cittadina. Ma da questa esperienza la città ha saputo trarre il meglio di se stessa in termini di compostezza nella risposta ai tanti lutti ma anche sul fronte della solidarietà. Posso veramente dire che in questo anno veramente particolare che tutti in città hanno fatto la loro parte. L’anno che sta per chiudersi ci consegna una città salda nei suoi valori e solida nel suo atteggiamento di vicinanza ai bisogni della sua gente.

Quello che sta per concludersi, però, è anche l’anno che l’ha vista più volte alzare la voce per chiedere attenzione per una città in sofferenza...

Sì, ma non ho visto le mancate risposte o quelle giunte in ritardo come il frutto di una volontà politica di non ascoltare il grido di dolore di Brescia e di tutti gli altri Comuni del Bresciano. La situazione che abbiamo vissuto ha dimostrato, invece, che ci sono ancora larghe sacche di inefficienza nella catena della struttura costituzionale italiana. La gestione della pandemia ha dimostrato che il rapporto Comuni-governo, Comuni-Regione è ancora molto problematico, con risvolti negativi anche sulla gestione della macchina pubblica, che proprio in occasione della prova della pandemia in molti dei suoi aspetti non è stata in grado di fornire nell’immediato risposte efficaci.

Nonostante l’anno particolarmente duro, la macchina amministrativa non si è fermata. Quali sono stati i principali obiettivi raggiunti dalla Loggia in questo 2020?

La macchina comunale non si è fermata, anzi. Si è data la priorità di garantire i servizi ai cittadini e di costruire una rete di protezione sociale. Abbiamo rafforzato i servizi sociali, abbiamo costruito bandi di sostegno per gli indigenti, per le attività produttive e commerciali, per la cultura, per lo sport. Abbiamo cercato di dare risposte concrete agli oltre 5.000 nuclei familiari fragili della città. Ma l’amministrazione ha continuato a lavorare anche in questo 2020 con uno sguardo al futuro. Non abbiamo fermato i cantieri sia sotto il profilo dell’edilizia scolastica, dell’edilizia monumentale, come la recente presentazione online della nuova collocazione della Vittoria Alata conferma, di quella sportiva, con la consegna alla città del campo di atletica a Sanpolino, sia dal punto di vista della grande progettazione. Penso al parco delle Cave o alla riqualificazione di via Milano che hanno continuato il loro cammino. Abbiamo pensato anche alle priorità per il 2021 (riassunte nei tre box a fianco, ndr).

Da questo 2020 impegnativo come esce il sindaco Del Bono?

Come gli altri anni trascorsi in Loggia, anche quello che sta per concludersi comunque mi ha arricchito, mi ha fatto comprendere l’importanza delle relazioni tra persone e che il valore che fa da collante alla comunità non è la ricchezza o il benessere, ma il capitale umano.

Quale il suo augurio per la ciità?

L’augurio che voglio fare a Brescia e ai bresciani è quello di non smarrire la strada, di non disorientarsi, di non diventare una comunità rissosa e autoreferenziale, ma di continuare a essere una città armonica e capace di aperture.

MASSIMO VENTURELLI 23 dic 14:24