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Brescia
22 gen 2026 21:23

Brescia Unesco Learning City: le linee guida

Lo scorso dicembre, l’Unesco ha confermato che Brescia possiede tutti i requisiti per essere definita una Città dell’Apprendimento, sottolineando l’esistenza di un progetto urbano capace di affrontare la sfida della sostenibilità in tutte le sue dimensioni.

Nel corso della procedura di candidatura, l’organismo internazionale ha invitato l’amministrazione comunale a rivedere, secondo una prospettiva strategica di sostenibilità, l’intero spettro di processi di apprendimento – sia formali che informali – che si sviluppano lungo tutto l’arco di vita dei cittadini, coinvolgendo non solo le istituzioni ma anche le numerose realtà locali. L’obiettivo è mettere in luce i vantaggi di un’azione collettiva, partecipata e coordinata per la città.

Il riconoscimento non è una medaglia da appuntare al petto, ma un manifesto programmatico per una città che ha individuato chiare linee di azione da concretizzare nel corso del tempo, in particolare si intende:  

Ampliare alcuni benefici per la città: favorire una maggiore coesione sociale, garantendo pari opportunità e rafforzando le competenze individuali (progetti di prevenzione giovanile incentrati su bisogni, ascolto attivo e consapevolezza emotiva; potenziare progetti rivolti alle seconde e terze generazioni di persone migranti); promuovere la partecipazione alla vita pubblica, ampliando il protagonismo dei cittadini che possono contribuire al Progetto di apprendimento della città a partire dai bambi-ni/bambine e dalla loro visione di città (diffusione e visibilità dei processi di apprendimento delle scuole; collocazione di installazioni urbane che mostrino la città attraverso gli occhi dei bambini). 


Potenziare i pilastri: promuovere l’apprendimento inclusivo (aumentare il tasso di copertura dei servizi per l'infanzia 0-3 anni in città dall'attuale 40% al 43%); estendere l’uso delle moderne tecnologie (integrare l'uso dell'IA nei processi educativi formali, informali e non formali come strumento di democrazia e partecipazione; progetti che coinvolgano i servizi 0/3 anni e le scuole cittadine; progetti rivolti agli adulti per colmare la diseguaglianza tecnologica che si ripercuote sul tessuto sociale); ampliare la qualità degli apprendimenti, migliorando la consapevolezza di valori culturali, etici e morali condivisi (laboratori nelle scuole e nei contesti organizzativi-produttivi in cui sempre più lavoratori e soprattutto lavoratrici sono impegnati in attività di assistenza e cu-ra dei genitori anziani sul valore del care giving, indipendentemente dal genere o dall'età di chi presta assistenza). 

Potenziare le fondamenta: consolidare l’impegno politico per la promozione e il monitoraggio delle iniziative dell’apprendimento permanente per tutti (ampliamento della mappatura partecipata, che accompagna i diversi attori a rileggere i propri progetti secondo alcuni criteri riflessivi proposti dall’Unesco); estendere la partecipazione degli stakeholders potenziali al progetto di apprendimento della città (ciclo di seminari di sensibilizzazione e confronto realizzati in collaborazione con le due Università cittadine); potenziare la mobilitazione e l’utilizzo delle risorse, diffondendo la visione e l’approccio Unesco, incoraggiando lo scambio di idee, esperienze e best practice fra città e dedicando al progetto una risorsa professionale interna specializzata (adesione fattiva alla rete italiana e alla rete globale delle Città dell’apprendimento, graduale integrazione e sviluppo dell’approccio Unesco nella progettualità della rete educativa, partendo dagli attori più ricettivi ed interessati).

L’adesione alla rete Unesco costituisce un vantaggio per Brescia, in quanto amplia la possibilità di scambio di buone prassi con altre realtà urbane: entro marzo è previsto il primo incontro con le altre città italiane dell’apprendimento (Torino, Fermo, Palermo, Trieste, Reggio Calabria, Cividale del Friuli).

Il Comune di Brescia, facendosi promotore della Città dell’apprendimento, intende restituire organicità a un ambiente educativo segmentato, valorizzando le esperienze e i saperi per “intellegere i tempi”, vuole sostenere la coralità e democraticità dell’azione e avviare un vero e proprio processo culturale i cui esiti vanno misurati non solo in termini di efficienza, ma anche di dignità, giustizia e pace sociale, capacità di servire il bene comune.     


Nella foto, Domenico Simeone @Siciliani/Agensir

22 gen 2026 21:23