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Brescia
06 feb 2026 06:21

Due bicentenari e altro per il 2026 Brescia Musei

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Presentata la ricca programmazione culturale della Fondazione che ruota intorno a due importanti eventi del 1826: il ritrovamento della Vittoria Alata e la nascita di Giuseppe Zanardelli

È stato presentato in Loggia il programma 2026 di Brescia Musei che, ancora una volta, con l’ampia e articolata proposta  di mostre ed eventi di alto profilo in una strategia che ha nella tutela e alla valorizzazione del patrimonio cittadino, al rinnovamento e all’aggiornamento dei musei, nonché alla rigenerazione dei percorsi espositivi il suo asse portante, come conferma data alla centralità allo sviluppo del progetto del Teatro Romano che sarà la costante che accompagnerà Fondazione Brescia Musei per tutto il 2026. Nel corso dell’anno, infatti, Fondazione condurrà l’iter che porterà all’individuazione del soggetto progettuale incaricato di realizzare il Progetto di fattibilità tecnico-economica, passaggio fondamentale per il proseguimento dell’intervento emblematico di conservazione e valorizzazione nel sito archeologico di Brixia Parco archeologico di Brescia romana.

Fulcro della stagione espositiva di Brescia Musei sarà un doppio bicentenario: quello della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium di Brescia, luogo in cui era custodita la celebre Vittoria Alata e quello della nascita di Giuseppe Zanardelli. Avviate lo scorso dicembre con l’inaugurazione del progetto Idoli di bronzo, che ha visto l’apertura di due progetti espositivi, uno a Brescia, tutt’ora in corso, dal titolo Victoria Mater. L’idolo e l’icona (Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, visitabile fino al 12 aprile 2026) e uno a Firenze, dal titolo Icone di potere e bellezza (Museo Archeologico Nazionale, fino al 9 aprile 2026), le celebrazioni per i 200 del ritrovamento della Vittoria Alata culmineranno il 20 luglio 2026, con una serie di eventi ancora in fase di definizione che prenderanno il via con l’inaugurazione del l’esposizione “La Vittoria di Brescia. 40 fotografi e una eterna bellezza”. Curata da Giovanna Calvenzi, raccoglierà le opere fotografiche di 40 grandi fotografi italiani che si sono cimentati con l’immagine della Vittoria Alata, osservata da mille angolature, reinterpretata e riletta in un omaggio sincero, spontaneo e ammirato, in cui l’arte contemporanea si confronta con l’antico e lo riconosce come fonte di ispirazione.

Sempre ispirata dal bicentenario della Vittoria Alata sarà l’evento espositivo dell’anno di Brescia Musei, “Noi siamo la forza del passato. 1826-2026: 200 anni, 200 storie”. La mostra a cura di Roberta D’Adda e Stefano Karadjov, e prevista per l’autunno è progetto espositivo che accoglierà 200 storie: di oggetti e di persone, di luoghi e di idee, in un intreccio che ha dato vita ai musei come oggi li conosciamo e a molti, molti altri musei possibili che sono esistiti, che potrebbero esistere, che esisteranno. Il percorso, infatti, si baserà esclusivamente sulle opere abitualmente custodite nei depositi e sul potere che esse hanno di evocare e rappresentare le aspirazioni, i vanti e le memorie di una comunità intera.

Accanto alle mostre in programma, Fondazione Brescia Musei proporrà anche un percorso di avvicinamento per affinare e educare lo sguardo all’archeologia bresciana contemporanea, affrontando le pratiche di scavo, conservazione, restituzione e valorizzazione e comprendere come il passato continui a dialogare con la comunità di oggi: è in quest’ottica che si propone un corso di archeologia, curato da Aurora Raimondi Cominesi, in programma dal 13 marzo al 18 maggio, “Il deposito dei bronzi di Brescia: intrecci d’identità”. È un percorso in sei lezioni che storici dell’arte e archeologi dedicheranno proprio ai 200 anni del ritrovamento della Vittoria Alata e del deposito bronzeo.

Al secondo bicentenario, quello della nascita di Giuseppe Zanardelli, Brescia Musei, in collaborazione con il Comune e l’Ateneo di Brescia e la Fondazione Ugo da Como di Lonato, dedicherà la mostra “Giuseppe Zanardelli (1826 – 1903). Statista, politico e uomo di cultura”. Allestita negli spazi dell’Ateneo in via Tosio, la mostra sarà accompagnata da un catalogo editato nei tipi di Fondazione Brescia Musei (Skira editore) e da un quaderno – Giuseppe Zanardelli. Itinerari, a cura di Alessandro Bertoli.

Nel corso dell’anno, poi, Brescia Musei darà risalto, con cinque momenti significativi, a nuovi ingressi che andranno ad arricchire le sue collezioni arricchirsi di nuovi e importanti ingressi. In primavera due saranno i protagonisti: la matrice medievale del sigillo di Brescia, manufatto di eccezionale valore simbolico e storico, emblema dell’autonomia amministrativa e dell’identità istituzionale della città, che integrerà il percorso dell’Età dei Comuni e delle Signorie del Museo di Santa Giulia, con il riallestimento della vetrina dedicata all’antica Zecca bresciana, a cura di Matteo Ferrari; e la “Nike Metafisica” di Francesco Vezzoli, che sarà collocata in modo permanente nel Viridarium del Museo di Santa Giulia. In autunno invece, saranno presentati l’allestimento permanente, in Pinacoteca Tosio Martinengo, di due opere di Romanino, “Il Buon Samaritano” e “Marte, Venere e Cupido”, in deposito da MITA Centro Culturale di Fondazione Tassara. Al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia sarà esposta una selezione di acquerelli di Giuseppe Nodari, resa possibile dal generoso deposito a lungo termine dell’Associazione Amichæ e l’uniforme della Guardia Nazionale di Niccolò Panciera di Zoppola, concessa in comodato dagli eredi, che arricchirà la sezione 5 del museo dal titolo Unità.

Altre grandi mostre, come è stato ricordato nel corso della presentazione, caratterizzeranno il 2026 di Brescia Musei, a partire da “A closer look,” al Museo di Santa Giulia, la prima grande monografica che l’Italia dedica al fotografo newyorchese Bruce Gilden che sarà completata dall’installazione site specific “Grace / Grazia. Bruce Gilden per Raffaello” realizzata dallo stesso fotografo per la Pinacoteca Tosio Martinengo.

A giugno, invece, verrà inaugurata una nuova tappa di Palcoscenici Archeologici, il progetto che Fondazione Brescia Musei dedica al dialogo tra il patrimonio storico e archeologico bresciano e alcune delle più significative esperienze dell’arte contemporanea e che prevede l'installazione, site specific, di opere di artisti contemporanei storicizzati all'interno del patrimonio archeologico per valorizzarlo e darne anche una narrazione contemporanea. Il progetto del 2026 sarà la mostra Franca Ghitti, a cura di Fausto Lorenzi e Elena Pontiggia e in collaborazione con la professoressa Maria Luisa Ardizzone, che porterà in città l’alfabeto visivo dell’artista bresciana. L’esposizione vedrà al Museo di Santa Giulia un nucleo di opere altamente rappresentativo della sua produzione, dando vita a un percorso inedito e stratificato, scandito dai grandi paesaggi mentali dell’artista.

Nelle prossime settimane, poi, continuerà il ciclo “il ParlaTosio, il nuovo format di Fondazione Brescia Musei inaugurato nelle scorse settimane. Si tratta di incontri aperti al pubblico che si tengono in Pinacoteca Tosio Martinengo, dedicati all'approfondimento su mostre e musei, ai protagonisti dell'arte e alla presentazione di libri che diventano occasioni di scambio di esperienza con il pubblico e che confermano il museo quale straordinario attivatore di dialoghi, confronti e condivisione su temi artistici e culturali.

Completano il 2026 della Fondazioni iniziative ormai collaudate come “Museo per tutti” che raccoglie le iniziative di public engagement promuovendo esperienze di visita inclusive e accessibili.

Anche il cinema Nuovo Eden conferma un ricco calendario di attività con “L’Eden per tutti”, “L’Eden d’estate”, “Stasera? Museo! Food & drinks”, la seconda edizione de “La Nueva Ola – Festival del Cinema Spagnolo e Latinoamericano”.

Fondazione Brescia Musei conferma anche per il 2026 il proprio impegno a fare del Castello di Brescia un luogo di riferimento vivo e riconoscibile per la città. Accanto alla valorizzazione dei suoi musei, tornerà, con la settima edizione, “We Love Castello” e, in novembre, “Mysteria Light Festival”. Nel corso dell’anno, infine, verrà completata l’installazione e valorizzazione della nuova segnaletica “Way finding” con impianti accessibili e tattili, oltre che testuali, sulla Strada del Soccorso (in collaborazione con il FAI – I luoghi del cuore e Intesa Sanpaolo), e sulla restante area del castello a completamento del percorso Cidneo per tutti (che ha visto la collaborazione dell’architetto Ivana Passamani, insieme a Club Lions della Circoscrizione di Brescia, Amici del Cidneo e l’Unione Italiana Ciechi).

06 feb 2026 06:21