Musei: nuova intesa culturale tra Brescia e Salò
Fondazione Brescia Musei e MuSa di Salò hanno sottoscritto un accordo per la promozione congiunta del patrimonio e il rafforzamento del dialogo culturale tra città e territorio gardesano
Fondazione Brescia Musei, Fondazione Opera Pia Carita Laicale e Istituto Lodroniano (ente gestore del MuSa – Museo di Salò) insieme pe la reciproca promozione e valorizzazione del patrimonio culturale di cui sono custodi.
La convenzione, valida per tutto il 2026, impegna le due Istituzioni, entrambe attive sul territorio bresciano, nella promozione delle rispettive offerte culturali. Per i visitatori, l’intesa si traduce nel riconoscimento di una tariffa agevolata per l’accesso alle sedi museali coinvolte: sarà infatti possibile usufruire dello sconto dedicato presentando alle biglietterie reciprocamente il titolo di ingresso alle sedi delle istituzioni aderenti alla convenzione.
L’iniziativa assume un valore particolarmente significativo poiché sancisce una vera e propria alleanza culturale tra due realtà impegnate nella tutela, nella valorizzazione e nella diffusione della cultura sul territorio. Da un lato Fondazione Brescia Musei, alla quale il Comune di Brescia ha affidato il compito di promuovere e gestire il patrimonio culturale cittadino attraverso cinque musei – Museo di Santa Giulia, Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia e Museo delle Armi Luigi Marzoli; dall’altro il MuSa – Museo di Salò che attraverso le proprie collezioni, gli allestimenti e un articolato programma di iniziative, racconta la storia della città di Salò e del suo territorio dall’età romana, con la sezione archeologica, al Novecento con la Civica Raccolta del Disegno di Salò e la sezione dedicata ai seicento giorni della Repubblica Sociale Italiana, intitolata L'Ultimo Fascismo (1943 - 1945), passando per i secoli della dominazione veneziana e raccolte scientifiche come quelle dell'Osservatorio Meteo Sismico e la Collezione anatomica del dottor Giovan Battista Rini.
L’accordo viene firmato in un anno particolarmente significativo per entrambe le realtà, coinvolte nelle celebrazioni di importanti ricorrenze, che mettono in luce il loro ruolo pivotale nella tutela dell’identità culturale della comunità in cui si trovano ad operare: per Fondazione Brescia Musei il 2026 è l’anno dedicato alle celebrazioni per il Bicentenario della scoperta del deposito bronzeo del Capitolium bresciano, dove si conservava la Vittoria Alata, inaugurato lo scorso dicembre con l’apertura della mostra Victoria Mater. L’idolo e l’icona (Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, fino al 12 aprile 2026); per il MuSa dopo un 2025 contrassegnato da un incremento del 78% di visitatori, sarà l’anno delle celebrazioni per i seicento anni dalla fondazione della Magnifica Patria (1426), che ebbe in Salò la sua capitale e che condivise le glorie della Serenissima Repubblica di Venezia per quasi quattro secoli. Una storia che sarà ripercorsa a partire dal 29 marzo, grazie alla sala immersiva “Magnifica Patria 1426 – 2026. Seicento anni di storia tra il Garda e Venezia”, ad una mostra documentaria, ad un fitto palinsesto di incontri divulgativi, ai quali si aggiungerà la grande mostra “Tourist. Il fascino del viaggio sul Garda tra Romanticismo e Belle Époque” dedicata all’evoluzione del turismo sul lago di Garda tra XIX e XX secolo.
La convenzione rafforza il dialogo istituzionale tra le due realtà, generando al contempo ricadute concrete per la cittadinanza e per il pubblico dei visitatori. In particolare, l’intesa favorisce lo sviluppo di un canale strategico di scambio dei flussi turistici tra la città e la provincia, incentivando una relazione più dinamica e bidirezionale tra Brescia e il territorio gardesano.
Si tratta di un’intesa dai benefici reciproci che, alla luce del nuovo posizionamento turistico raggiunto dalla città di Brescia anche grazie all’esperienza di Capitale italiana della Cultura, contribuisce a superare una visione tradizionalmente monodirezionale dei flussi dal lago verso la città, pur sempre di grande rilevanza.
Il nuovo immaginario di cui Brescia può oggi fregiarsi rappresenta infatti un punto di forza anche in funzione della destagionalizzazione del turismo lacustre, che può riconoscere nella città un polo di riferimento culturale attrattivo per un pubblico di visitatori anche al di fuori dei periodi di alta stagione. In questo contesto, l’intensa attività espositiva ed eventistica di respiro internazionale promossa da Fondazione Brescia Musei si configura come un elemento trainante. Gli accordi presentati oggi si inseriscono pienamente in questa prospettiva.