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Brescia
di MASSIMO VENTURELLI 18 dic 07:36

Ecco com'è la nuova Vittoria Alata

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In attesa della riapertura dei musei, sono stati presentati virtualmente l'intervento di recupero della statua e l'allestimento che l'ha accolta nella cella orientale del Capitolium

La Vittoria Alata, una delle più straordinarie statue di epoca romana, tornata nelle scorse settimane a Brescia dopo due anni di restauro, condotto dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è stata presentata, seppure in modo virtuale, alla città, con un video realizzato in collabirazione con la Febo Films. Promosso dal Comune di Brescia, dalla Fondazione Brescia Musei, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia, con il sostegno della Regione Lombardia e con il patrocinio dell’Ateneo di Brescia, Accademia di scienze lettere ed Arti e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia.

Nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno preso parte tutti gli attori dell’intervento (Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Bergamo e Brescia e Regione Lombardia) la grande statua in bronzo, simbolo della città di Brescia, amata da Giosuè Carducci che la celebrò nell’ode Alla Vittoria, ammirata da Gabriele d’Annunzio e da Napoleone III che ne vollero una copia, è stata disvelata non solo nel suo ritorno alla originale bellezza, ma anche nella nuova collocazione, la cella orientale del Capitolium, in un allestimento che l’architetto spagnolo Juan Navarro Baldeweg ha studiato per esaltare il contatto tra il pubblico una delle opere più importanti della romanità per composizione, materiale e conservazione, e uno dei pochi bronzi romani proveniente da scavo giunti fino a noi". Tutto questo, è stato più volte ribadito nel corso della conferenza stampa guidata da Stefano Karadjov, direttore di Brescia Musei, valorizza l’area archeologica Brixia - Parco Archeologico di Brescia.

L'inedito allestimento dell’architetto spagnolo, presentato in un video suggestivo, si pone all’avanguardia nella museografia internazionale; un progetto complesso, in ragione del luogo speciale nel quale viene declinato e per l’importanza delle opere da valorizzare, da leggere come un’opera totale nella quale il rispetto dei criteri conservativi, illuminotecnici e tecnologici si sposa con la cura dei materiali.

In esso, la scelta di un pavimento in terrazzo veneziano, coerente con i tradizionali pavimenti romani, convive con le ragioni della sicurezza e della stabilità della statua, collocata su un piedistallo cilindrico in pietra di Botticino, e garantita da una piattaforma antisismica. Un tavolo-vetrina presenta le cornici in bronzo ritrovate insieme alla Vittoria nel 1826. Altri frammenti di cornici sono disposti sulla parete occidentale della cella, secondo uno schema pensato dall’architetto per richiamare la geometria tipica delle decorazioni di età romana.

La luce artificiale, concentrata in un’unica lampada composta da diversi corpi illuminanti, sospesa nello spazio e simile nell’aspetto a una luna solitaria, conferisce all’aula una dimensione fuori dal comune.

Per festeggiare la Vittoria Alata, la Fondazione Brescia Musei aveva studiato un ricco palinsesto di eventi espositivi al Museo di Santa Giulia e al Capitolium, inaugurato già nell’estate del 2019, nell’ambito del Brescia Photo Festival, con la mostra "Dea. La Vittoria alata dalle immagini d’archivio a Galimberti", che ne ripercorreva la storia fotografica, a cui aveva fatto seguito l’apertura della mostra “Juan Navarro Baldeweg. Architettura, pittura, scultura, a cura di Pierre-Alain Croset”  e l’inaugurazione dell’installazione della stazione FS della metropolitana di Brescia “Emilio Isgrò. Incancellabile Vittoria”, a cura di Marco Bazzini. Poi è arrivato il secondo lockdown che non solo ha imposto lo stop alle proposte in corso e a quelle dell’inaugurazione ufficiale, compresa la visita in forma privata del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma ho posto anche un punto interrogativo su quelle in programma nei prossimi mesi. Tutto comunque è pronto, non resta solo che il via libera al ritorno del pubblico nei musei. E non appena questo sarà possibile, i bresciani avranno, come è stato annunciato, qualche giorno di ingresso gratuito per ammirare la Vittoria Alata, che non è solo una grande opera d’arte, il simbolo della città, ma anche il principale esempio di collaborazione tra pubblico e privato nel campo della valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

Il progetto, infatti, è stato possibile grazie alla sensibilità e alla generosa partecipazione di alcune aziende che, tramite il sistema dell'Art Bonus, hanno donato il 50% fondi per il restauro della statua, una delle più alte percentuali registrate in Italia.

MASSIMO VENTURELLI 18 dic 07:36