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Brescia
di ELISA PELLEGRINELLI 15 apr 12:12

Eméra per l'educazione

L’Associazione Bresciana Famiglie Affidatarie (Abfa), in collaborazione con altre realtà territoriali, ha costruito e realizzato il “Progetto Eméra”, volto al sostegno dal punto di vista educativo e sociale dei bambini e dei ragazzi di numerose famiglie di Brescia e provincia. Grazie alla creazione di una rete all’interno del Cfa (Coordinamento famiglie affidatarie), numerose associazioni bresciane, tra cui“L’affido”, “Famiglie Cana”, “FA Affido” e “Abfa”, hanno collaborato attivamente al progetto “Eméra”, rendendolo una realtà solida. Nell’ambito territoriale bresciano, la cooperazione si è allargata anche al Comune di Brescia, che offre sostegno economico e spazi indispensabili per lo svolgimento delle attività. “Il progetto Eméra – ha sottolineato Marianna Muratori di Abfa – viene finanziato da diversi bandi: attualmente abbiamo iniziato una collaborazione con Intesa San Paolo. Questo ci dà la possibilità di avere, all’interno dei diversi team, non solo volontari, ma anche professionisti. Tra questi ci sono psicologi, assistenti sociali ed educatori. La loro presenza è quotidiana e costante, mentre quella dei volontari dipende dalla disponibilità fornita. È per noi di vitale importanza poter contare sui professionisti, poiché sono in grado di gestire anche situazioni difficili e delicate”.

Nel corso dell’ultimo anno, la pandemia ha cambiato il progetto, ma non lo ha fermato. Nonostante le restrizioni, “Eméra” ha proseguito nelle sue attività. “Nel marzo del 2020 – ha continuato Marianna Muratori – ci siamo ritrovati spaesati. Abbiamo stabilito un programma che potesse darci la possibilità di continuare con il nostro lavoro anche in una situazione molto delicata. Ci siamo affidati alle piattaforme online, organizzando videoconferenze con bambini e ragazzi. Le attività si sono ovviamente adattate a questo nuovo scenario, ma la creatività non è mai mancata. Ai bambini più piccoli è stato chiesto di disegnare, fare piccoli lavoretti manuali e fotografie dalle finestre delle loro case. I ragazzi delle medie hanno puntato sulla realizzazione di video che descrivessero le loro giornate”. Grazie ad una laurenda dell’università Bocconi, il progetto “Eméra” ha anche prodotto un vero e proprio “Manuale di sopravvivenza al Covid-19”: i ragazzi hanno esposto le loro idee, intavolato discussioni e cercato metodi innovativi per poter vivere la pandemia, con la speranza di tornare a quella normalità che sembra così lontana. “I diversi gruppi di volontari – ha concluso Marianna Muratori – hanno anche offerto il loro servizio per poter portare la spesa alle famiglie maggiormente in difficoltà. Si tratta di un gesto di solidarietà a cui le numerose associazioni coinvolte nel progetto Eméra hanno aderito”.

ELISA PELLEGRINELLI 15 apr 12:12