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Brescia
di LUCIANO ZANARDINI 23 gen 12:10

L'affido familiare: risposta al disagio

Il Coordinamento famiglie affidatarie propone un percorso in cinque incontri per far conoscere l'affido e promuove un bando di concorso rivolto agli studenti di ogni ordine e grado

In un contesto come il nostro sempre più conflittuale anche le famiglie pagano dazio. E a farne le spese sono i più piccoli che crescono in situazioni di violenza o di abbandono. Si può, però, anche solo per un breve periodo cercare di aiutare questi minori a crescere con una famiglia affidataria. E spesso questo aiuta anche la famiglia biologica ad affrontare i suoi problemi. L’affido del resto, come sottolinea Angelo Bulgarini (presidente del Coordinamento famiglie affidatarie di Brescia), “significa accompagnare un minore per un periodo affinché possa ritrovare la sua autonomia o rientrare in famiglia”. Negli anni “dal punto di vista delle istituzioni è aumentata – continua Bulgarini – la sensibilità e l’attenzione sui temi dell’affido, perché il disagio familiare è sempre più diffuso. L’affido, un tempo spesso confuso con l’adozione, oggi viene confuso con altre forme di attenzione e di volontariato. Cresce la sensibilità ma crescono anche le necessità. Bisogna fare conoscere l’affido in tutte le sue forme, anche in quelle più leggere. Ci sono mille modi per avvicinarsi a questo servizio”.

Puo’ essere famiglia affidataria qualunque persona che, singolarmente o in coppia, sposata o convivente, con o senza figli, senza limiti di età, ad una valutazione tecnica psico- sociale risulti: in grado di accudire, educare e mantenere un minore; capace di affrontare vicende emotive connesse ad esperienze di separazione; priva di motivazioni esclusivamente affiliative nei confronti di un minore in affido; flessibile ai cambiamenti ed in grado di tollerare dolore e frustrazioni anche di notevole entità;  disponibile a collaborare con le istituzioni;  solidale nei confronti di persone provenienti da contesti sociali, culturali ed etnici diversi.

Il Coordinamento per far conoscere l’affido si muove su due fronti. Da una parte un percorso in cinque serate (da lunedì 30 gennaio a lunedì 27 febbraio alle 20.30 presso la sede di via Aldo Moro 22 a Brescia) per famiglie (con o senza figli) e single che desiderano avvicinarsi al mondo dell’affido. “Facciamo campagne di promozione e quando raccogliamo alcune adesioni, cerchiamo, attraverso questi incontri, di far conoscere tutti gli aspetti (organizzativi, sociali, psicologici, giuridici) anche con l’aiuto di alcune testimonianze. Il nostro obiettivo è comunicare questa esperienza nella sua bellezza e nella sua profondità”.

La famiglia affidataria apre la sua casa a un minore e lo accoglie con la sua storia, compie un importante lavoro educativo ed affettivo ed è una valida collaboratrice dei Servizi Sociali e del Tribunale dei Minori.

La famiglia affidataria è una famiglia accanto a un'altra e non al posto dell'altra.

Nello stesso tempo, è stato indetto l’interessante bando di concorso “Cantiere affido: costruiamo famiglie accoglienti” per entrare nelle scuole e parlare ai ragazzi e alle loro famiglie. Entro il 31 marzo gli studenti delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado della nostra provincia sono invitate a partecipare. “Abbiamo lanciato l’idea di far parlare gli studenti (dalla primaria alle superiori) sul tema dell’accoglienza e del benessere in famiglia”. Il concorso, che ha il patrocinio dell’Ufficio scolastico territoriale, nasce proprio dall’idea di promuovere una cultura dell’accoglienza familiare tra i bambini, i giovani e le loro famiglie e parte dall’idea che “ogni bambino ha diritto a una famiglia e a una casa”. Per ricevere ulteriori informazioni si può chiamare Marco Mason al numero 3381745564 o, per il concorso, la segreteria (030221234).

LUCIANO ZANARDINI 23 gen 12:10