lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di SERGIO ARRIGOTTI 25 ott 16:07

L'immigrazione, numeri alla mano

La Rete Civica Bresciana ha promosso l'incontro "Immigrati e profughi, tra accoglienza, integrazione e passaggio: una analisi della realtà bresciana"

A che punto è l’immigrazione a Brescia? Come si intreccia con il passaggio sul nostro territorio di richiedenti asilo spesso solo in transito per altri paesi? Se ne è parlato nell’incontro "Immigrati e profughi, tra accoglienza, integrazione e passaggio: una analisi della realtà bresciana" promosso da Rete Civica Bresciana lunedì 24 ottobre a Palazzo San Paolo. Se ne è parlato a partire dai dati, non dalle sensazioni, dai mal di pancia, dai ragionamenti qualunquistici, come ha ben ricordato Claudio Baroni, moderatore dell’incontro.

Così sono stati ripresi e commentati i dati sull’immigrazione bresciana elaborati dal CIRMiB (il Centro di Ricerca sulle Migrazioni) presentati di recente in Università Cattolica e illustrati al convegno dalla dott.ssa Michela Capra. Gli immigrati in provincia di Brescia sono 163.652, pari al 12,9% della popolazione. Sono in diminuzione, dell’1,8% rispetto al 1 gennaio 2015. Meno 2.990 persone. E’ un trend di decrescita che continua: la crisi occupazionale ne è il principale fattore esplicativo. Gli irregolari sono 15.800, pari all’8,3% del totale. Le prime cinque nazionalità presenti sono: Romania (14,6%), Albania (12,2%), Marocco (9,9%), India (9,2%), Pakistan (8,1%). Tutte in calo rispetto allo scorso anno.

L’appartenenza religiosa degli stranieri vede in calo i musulmani (-1,4 % rispetto all’anno precedente). Anche se Brescia resta sopra la media lombarda (44,8% Bs vs. 37,6% Lombardia). Mentre aumentano le altre confessioni del cristianesimo (+1,4%). E resta molto significativa, rispetto alla media regionale, la comunità di chi pratica la religione Sikh (8% Brescia vs. 2,6% Lombardia).

Gabriele Zanni, sindaco di Palazzolo e presidente di Acb ha presentato l’impegno delle amministrazioni comunali nell’accoglienza attraverso la SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati): 29 enti coinvolti, 11 progetti, 280 profughi; Margherita Rocco, presidente del Forum del Terzo Settore invece ha illustrato lo sforzo compiuto nei CAS (Centri di Assistenza Straordinari).

Per l’on. Luigi Lacquaniti, l’unico parlamentare italiano ad aver visitato il campo profughi di Idomeni in Grecia,  “la questione riguarda tutta Europa, e quindi occorre una soluzione Europea. La politica deve orientare verso l’accoglienza programmata, nello stile dei Corridoi umanitari.” E ha invocato una rivoluzione culturale.”

Molto incisive le parole del Prefetto di Brescia Valerio Valenti: “Il rapporto con i dati sull’immigrazione dovrebbe diventare il fattore k di ogni amministrazione. Essere studiato da ogni sindaco. Perché ogni amministrazione dovrebbe programmare sul versante immigrazione. E per farlo bisogna conoscere i dati. I progetti di accoglienza messi in campo invece sono decisamente insufficienti. E la Prefettura deve affrontare una perenne emergenza”.

Ha concluso il convegno Michele Busi, l’organizzatore della serata: “E’ opportuno che ciascuno (istituzioni, terzo settore, cittadini) faccia la propria parte. Per questo ritengo che Regione Lombardia abbia il dovere di andare oltre ideologiche chiusure per offrire la propria capacità anche organizzativa per essere all’altezza delle sfide che la chiamano in causa”

SERGIO ARRIGOTTI 25 ott 16:07