lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di ROMANO GUATTA CALDINI 08 gen 09:25

Lo spettro della crisi

C’è un’emergenza nell’emergenza. È quella delle migliaia di lavoratori precari, delle colf e delle badanti, di quelli ai quali non è stato rinnovato il contratto di lavoro, che stanno ingrossando le fila della “marginalità” cittadina. La crisi sanitaria ha causato, anche a Brescia, pesanti ripercussioni economiche. La Loggia ha così deciso di destinare il fondo di solidarietà alimentare, introdotto con il Decreto Ristori-ter, per il suo importo complessivo di 1.048.344,21 euro, al sistema di buoni spesa del Comune forte dei 650mila euro prevenienti dal Fondo sostieni Brescia. Al 18 dicembre erano 6.000 le richieste avanzate, delle quali 5.000 quelle accolte.

È un trend in crescita che preoccupa l’assessore ai Servizi sociali Marco Fenaroli. “Non mi aspettavo tante richieste – sottolinea – anche sulla scorta di quanti beneficiano del reddito di cittadinanza che in città ammonta a una popolazione pari a 3.800 persone. Le situazioni di crisi che si manifestavano già in primavera riguardano tutte le figure del precariato. Chi non ha potuto beneficiare di ammortizzatori sociali si è trovato scoperto”.

Un ruolo non secondario lo svolgono le 70 realtà associative che hanno attivato una rete sinergica, grazie alla collaborazione dei Servizi sociali di zona, dei Consigli di quartiere e dei Punti comunità, per la distribuzione dei pacchi alimentari. Proprio queste ultime realtà, distribuite nei 18 quartieri cittadini, si stanno facendo carico sia delle situazioni di povertà sia dei diversi contesti dove è stato registrato un crescendo della marginalità.

L’assessore Fenaroli rassicura: “Le attività proseguono. Pensiamo, ad esempio, al progetto ‘Cibo per tutti Carmine’ che, potendo usufruire degli spazi messi a disposizione dalla Basilica delle Grazie, va incontro alle necessità alimentari di 370 famiglie”. Con l’azione sinergica di un tavolo di lavoro che vede la partecipazione dell’associazione di volontariato “Maremosso”, un ramo di Cauto, della Caritas, della Croce Rossa e dei Servizi sociali guidati dalla Loggia, mappando le fragilità cittadine, è stato attivato un coordinamento per far fronte alle crescenti richieste di aiuto afferenti alle diverse progettualità solidali. L’identificazione di chi necessità delle varie forme di aiuto permette inoltre al sistema di evitare gli sprechi. “Registriamo un peggioramento delle situazioni già precarie – continua Fenaroli –, adesso c’è il timore che, con la fine del blocco dei licenziamenti fissato per il 31 marzo, si aggiungano ulteriori perdite di posti lavoro”. L’altra data che incute preoccupazione è quella del 30 giugno quando è previsto lo stop al blocco degli sfratti. “Questo tempo – conclude l’assessore ai Servizi sociali – deve essere utilizzato per andare incontro alle necessità sia degli inquilini sia dei proprietari così da impedire che anche su questo fronte si palesino pesanti ripercussioni”. Lo spettro della crisi sociale è dietro l’angolo.

ROMANO GUATTA CALDINI 08 gen 09:25