lock forward back pause icon-master-sprites-04 volume grid-view list-view fb whatsapp tw gplus yt left right up down cloud sun
Brescia
di REDAZIONE 12 gen 07:44

Lotta al Covid: mobilitazione dal basso

Ascolta

Con il sempre più probabile ritorno della Lombardia in zona rossa, si fanno strada nel Bresciano le iniziative del tessuto socio-produttivo per un fattivo contributo ad arginare gli effetti della pandemia. Apindustria pronta a dare una mano nella campagna vaccinale e Federfarma mette a disposione 600 saturimetri gratuiti

“Il Governo ci ha spiegato quali potrebbero essere le eventuali restrizioni da porre in essere nel prossimo Dpcm”, ha affermato ieri il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine dell’incontro con l’esecutivo e a commento delle voci che danno come sempre più probabile un ritorno della regione in zona rossa. Guardando specificatamente a questa ipotesi il governatore ha aggiunto: “Tenuto conto dell’abbassamento dei parametri introdotti nell’ultimo Decreto legge, che ha portato il limite della zona rossa da 1,5 a 1,25 di Rt, dobbiamo prestare grande attenzione a quello che accadrà questa settimana”.

D’altra parte i numeri quotidiani della pandemia non inducono a ipotizzare scenari diversi. A fronte di 13.356 tamponi effettuati ieri in Lombardia sono stati riscontrato 1.431 nuovi positivi (10,7%). Sono tre i più rispetto al giorno precedente i ricoverati in terapia intensiva, mentre sono in sensibile calo gli altri (-76 rispetto al 10 gennaio). Importante, invece, è ancora il numero dei decessi che ieri sono stati 62, per un totale ormai prossimo alle 26mia unità da inizio della pandemia. Quello bresciano, con 289 nuovi positivi, continua a essere il territorio lombardo più colpito, dopo quello di Milano.

In questi scenari non sempre edificanti che fanno ipotizzare, come ha ricordato ancora in presidente Fontana, a una prosecuzione, in caso di ritorno in zona rossa,  della didattica a distanza per il 100% degli studenti delle superiori anche oltre il termine previsto del 25 gennaio, Brescia si contraddistingue ancora una volta per l’intraprendenza del suo tessuto sociale per cercare di dare una mano concreta all’uscita dalla situazione emergenziale.

Nella convinzione che la soluzione della crisi sanitaria sia premessa necessaria per la ripartenza economica, è notizia di ieri, Apindustria Brescia ha dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a collaborare a ogni livello per fare in modo che la campagna vaccinale avviata da pochi giorni sia il più rapida ed efficiente possibile. “Facciamo nostro l'invito fatto a livello nazionale dal Presidente Nazionale di Confapi Maurizio Casasco – sono state le parole del presidente Pierluigi Cordua -. È oggi più che mai evidente che la vera chiave di volta nella lotta alla pandemia sia la massima velocizzazione nella somministrazione dei vaccini

anti-SARS-covid2 ed è quindi necessario promuovere la collaborazione con i medici del lavoro e i sindacati, affinché gli imprenditori diventino testimonial e promotori delle vaccinazioni stante anche i rapporti con i propri collaboratori”. Apindustria ricorda che le imprese hanno organizzazione e la determinazione per aiutare la buona riuscita della campagna vaccinale: “Sarebbe un buon modo per accelerare le vaccinazioni – ha sottolineato Cordua -. Le istituzioni potrebbero fare la loro parte, trovando meccanismi premianti dal punto di vista fiscale o contributivo a sostegno delle aziende che si impegneranno nella campagna”.

In campo per un efficace contrasto alla pandemia c’è anche Federfarma che sempre ieri ha annunciato che trenta le farmacie di città e provincia, nelle prossime settimane, parteciperanno alla campagna nazionale “MisuriAmo2”, che prevede la distruzione, ad alcuni cittadini selezionati, di un saturimetro per la misurazione del grado di ossigenazione del sangue.

In tutto a livello nazionale sono 30mila i saturimetri che saranno disponibili gratuitamente in 1.200 farmacie dello Stivale: di questi circa seicento sono destinati al Bresciano. Saranno le farmacie che nel Bresciano, hanno partecipato in passato al percorso formativo sul paziente cronico in Bpco, a dovere indicare, tra i loro pazienti, quelli che sono affetti da problemi respiratori. Le persone saranno selezionate in base ai criteri Sip (Società italiana di pneumologia). Sia il farmacista, sia il cittadino, dovranno effettuare insieme un percorso di monitoraggio della saturazione nel sangue, seguendo passo passo la situazione e inserendo in un programma informatico i dati così raccolti. Le informazioni serviranno poi alla Società italiana di pneumologia per elaborare uno studio scientifico.

“L’iniziativa è portata avanti dalla Società italiana di pneumologia in collaborazione con Federfarma - spiega la presidente Clara Mottinelli -, che si occuperà della distribuzione sul territorio tramite il nostro grossista di riferimento, ovvero la Cef. L’obiettivo del progetto è far conoscere e diffondere maggiormente il dispositivo, che può essere un alleato prezioso per prevenire le complicanze da Covid”.

REDAZIONE 12 gen 07:44