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Brescia
di LUCIANO FEBBRARI 01 gen 18:29

Marchini Onlus: dalla parte dei bambini

È difficile descrivere il moto del cuore di chi incontra le situazioni di disagio e di povertà. Sarebbe più facile fotografare l’immagine degli occhi lucidi di chi racconta questo incontro. Volontaria dal 2000, Patrizia Brocchetti ha svolto il lavoro di segreteria, mantenendo i rapporti con i padrini e le madrine. Sul suo tavolo sono passate lettere su lettere. Scriveva, riceveva e smistava la posta. “Alcuni – spiega – curavano molto la realizzazione del biglietto anche a livello artigianale con grande estro e fantasia”. Nel 1992, l’idea dell’adozione a distanza non era ancora molto diffusa, ma il principio era semplice e permetteva di creare un legame concreto tra chi donava e chi riceveva: una letterina, una fotografia, gli auguri scambiati a Pasqua e Natale o per il compleanno facevano sentire il bambino più importante e il donatore maggiormente coinvolto. Per sei volte Patrizia è andata anche in Brasile a vedere di persona l’evoluzione dei progetti. L’Associazione Carlo Marchini Onlus ha alle spalle una storia importante di impegno per gli altri, una generosità contagiosa. E soprattutto il valore aggiunto è dato dal “passaparola” come sottolinea Patrizia Brocchetti: “L’Associazione si è allargata grazie al passaparola. Non ci siamo mai fatti pubblicità”. Il tutto è possibile grazie ai padrini. L’Associazione raccoglie fondi per le opere salesiane a favore dei bambini poveri. “Noi finanziamo le opere. Il sostegno a distanza garantisce un legame in più, ma aiutiamo tutti i bambini della missione. Oggi, complessivamente, sosteniamo un migliaio circa di bambini”. Non solo Brasile. “Abbiamo conosciuto e supportato le suore Cistercensi in Eritrea e abbiamo, ad esempio, inaugurato un reparto dell’ospedale di San in Mali con Cuore Amico”. In Mali, a cinque ore di macchina dalla capitale Bamako, in piena zona desertica, nel 2018 il compianto vescovo Jean Gabriel Diarra aveva chiesto a Cuore Amico di venire incontro ai bisogni di assistenza sanitaria della popolazione.

Le realizzazioni. È sempre complicato fare una classifica delle realizzazioni, ma tra i tanti progetti, Patrizia ne individua tre: un oratorio festivo diventato giornaliero a Barbacena; a Nova Contagem nel Minas Gerais il Centro di accoglienza Chiara Palazzoli; nel Goiàs, ad Aparecida de Goiânia, il Centro giovanile Padre Giovanni Pini inaugurato il 2 giugno del 2001 per commemorare la data di morte di don Giovanni. “I Centri sono stati costruiti grazie alla generosità dei padrini”.

Educazione. L’intervento educativo si è evoluto nel tempo. Oggi i bambini nelle città riescono a seguire le attività scolastiche sul telefono o per chi può (la modalità di acquisto a rate è diffusa) sul tablet.

L’appello. Dal 2008 è iniziata lentamente la crisi dei padrini. Pochi figli proseguono, purtroppo, l’azione dei padri. Non è certo il costo a intimorire visto che i 200 euro all’anno di sostegno sono ancora alla portata di molte famiglie, ma è piuttosto una sensibilità che è venuta un po’ meno.  “Per fortuna – conclude con una nota di speranza Patrizia – c’è chi ci aiuta dal 1992”.

LUCIANO FEBBRARI 01 gen 18:29