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Brescia
di VITTORIO BERTONI 05 ago 2026 10:10

Ogni giorno vicini al nostro territorio

Dal 1 luglio è l'ingegnere bresciano Francesco Treccani a guidare il Distretto 2050 del Rotary International. Lo abbiamo intervistato per comprendere l'attualità del messaggio rotariano.

Quale messaggio desidera affidare alle comunità bresciane all'inizio del suo mandato?

C’è una cosa di cui si sente tanto il bisogno: rafforzare un clima di fiducia. Viviamo un tempo in cui è facile soffermarsi sulle difficoltà, eppure incontro tante persone, associazioni, imprese e istituzioni che scelgono di impegnarsi per migliorare il nostro territorio. Ogni giorno, visitando i Club del nostro Distretto, incontro imprenditori, professionisti, insegnanti, medici e volontari che, terminata la giornata di lavoro, si siedono attorno a un tavolo non per parlare dei propri interessi, ma per chiedersi quale problema della comunità affrontare. Brescia ha sempre saputo affrontare le difficoltà facendo leva sul lavoro, sulla solidarietà e sul senso di responsabilità, collaborando fattivamente con le istituzioni quando il bene comune lo richiede. Anche il Rotary partecipa a questa alleanza etica, non per sostituirsi a chi ha responsabilità pubbliche, ma per mettere a disposizione ciò che possiede di più prezioso: persone, competenze, relazioni e capacità di costruire progetti condivisi. È da questa energia silenziosa, profondamente radicata nel nostro territorio, che nasce la nostra forza ed è questo il messaggio che più di ogni altro vorrei arrivasse: possiamo e dobbiamo avere fiducia nella nostra gente e nei nostri valori. Mi piacerebbe che, al termine di questo anno di servizio, il Rotary fosse ricordato soprattutto per i risultati concreti che avrà lasciato nelle comunità bresciane.

La missione del Rotary trova ogni anno una nuova declinazione nel motto del Presidente Internazionale. Come si traduce nel vostro Distretto?

La vera sfida che porta il messaggio annuale è trasformarlo in scelte concrete. Il Presidente Yinka Babalola ci esorta con "Creiamo un impatto duraturo": non è uno slogan, ma un criterio con cui valutare il nostro impegno. Non conta soltanto quanto facciamo, ma il cambiamento che lasciamo nelle persone e nelle comunità. Per questo il Distretto ha scelto di mettere al centro i Club e, prima di tutto, i loro Soci, aiutandoli a essere sempre più aperti al territorio e capaci di collaborare con istituzioni, scuole, università, imprese e Terzo Settore. Come Governatore desidero che il Distretto sia riconosciuto soprattutto per ciò che realizza. Mi accompagna una frase di Paul Harris che considero ancora oggi il miglior programma d'azione:

"A prescindere dal valore che il Rotary ha per noi, il mondo lo conoscerà per i suoi risultati."

È un pensiero di straordinaria attualità. Il successo del Rotary non si misura soltanto dal numero dei soci, che considero piuttosto una conseguenza della sua capacità di generare impatto positivo e duraturo. Se al termine di quest'anno avremo rafforzato le collaborazioni e avviato progetti capaci di continuare a produrre benefici nel tempo, avremo raggiunto il nostro obiettivo. E sicuramente saranno sempre più numerose le persone che guarderanno al Rotary con interesse e con il desiderio di farne parte.

Come partecipano i Club bresciani a questa visione? Ci ricorda alcuni service significativi?

I Rotary Club bresciani traducono questa visione in un impegno quotidiano al servizio del territorio. Ogni Club conosce da vicino la propria comunità e, proprio per questo, riesce a trasformarne i bisogni in progetti concreti, spesso realizzati insieme a istituzioni, scuole, associazioni e imprese. Gli ambiti di intervento sono molti. Una particolare attenzione è rivolta ai giovani, con iniziative dedicate all’orientamento professionale, al benessere psicologico, alla formazione e al mentoring. Da anni promuoviamo nelle scuole programmi di prevenzione sanitaria, tra cui uno screening per la prevenzione delle patologie dell’apparato urogenitale. Realizziamo progetti di educazione e sicurezza stradale, rivolti sia ai giovani sia ai professionisti chiamati a progettare infrastrutture sempre più sicure. Sosteniamo le persone più fragili attraverso aiuti diretti alle famiglie e visite mediche specialistiche gratuite. Promuoviamo inoltre percorsi di inclusione e inserimento lavorativo per le persone con disabilità, accompagnati da importanti e coinvolgenti iniziative ricreative e di sostegno alle loro famiglie. Numerosi sono, infine, i progetti dedicati alla tutela dell’ambiente. E certamente questo elenco non riesce a comprendere tutto ciò che i Club realizzano quotidianamente. Ma ciò che distingue il Rotary non sono soltanto i risultati raggiunti, bensì il modo in cui opera, mettendo insieme Club e soggetti del territorio. In fondo, il valore del Rotary si misura soprattutto nella capacità di far crescere una comunità attraverso la collaborazione e il servizio.

C'è poi un service che unisce tutti i Rotariani del mondo: End Polio Now. Perché continua a essere così importante?

End Polio Now rappresenta meglio di ogni altra iniziativa ciò che il Rotary può realizzare quando milioni di persone condividono un obiettivo comune. Quando il Rotary avviò la campagna per l'eradicazione della poliomielite, negli anni Ottanta, la malattia colpiva centinaia di migliaia di bambini ogni anno. Oggi la poliomielite sopravvive soltanto in pochissime aree del mondo, mentre per milioni di bambini è ormai una malattia che appartiene alla storia grazie alla collaborazione tra il Rotary e le più grandi Istituzioni internazionali, riunite nella Global Polio Eradication Initiative. Eppure il lavoro non è ancora concluso. Finché anche un solo bambino sarà esposto al rischio della poliomielite, nessuno potrà dirsi davvero al sicuro. La salute globale è una responsabilità condivisa. C'è un'immagine che sintetizza il senso di questo progetto: un vaccino richiede pochi secondi, ma i suoi effetti durano tutta la vita. È la dimostrazione che un gesto semplice, compiuto insieme da milioni di persone, può cambiare la storia. Se riusciremo a eliminare definitivamente la poliomielite, lasceremo alle generazioni future un'eredità straordinaria: un mondo libero da una malattia che ha segnato la vita di milioni di bambini. È una delle più grandi imprese di sanità pubblica della storia e una testimonianza straordinaria di ciò che il volontariato internazionale può realizzare.

Nel 2027 il Distretto 2050 ospiterà il RYLA della Zona 14 nella nostra provincia. Qual è il significato di questo appuntamento e, più in generale, quali sono i progetti che riguardano i giovani?

Il RYLA è un vero e proprio corso di formazione sulla leadership dedicato a giovani dai 18 ai 30 anni ed è uno dei programmi con cui il Rotary investe nelle nuove generazioni, insieme agli scambi internazionali, al Rotaract, all'Interact, ai percorsi di orientamento e alle iniziative di educazione civica e professionale. Ospitare il RYLA di ZONA nella nostra provincia è per il nostro Distretto un grande onore e una grande responsabilità. Significa accogliere giovani provenienti da tutta Italia, Malta e San Marino e offrire loro un'esperienza di formazione e confronto che li aiuti a diventare leader competenti, responsabili e capaci di mettersi al servizio della comunità. C'è una convinzione che guida tutte queste attività: il Rotary non investe nei giovani perché saranno il futuro; investe nei giovani perché sono già il presente delle nostre comunità. Un ragazzo che oggi partecipa a un RYLA non è semplicemente un destinatario di un progetto. È una persona alla quale affidiamo fiducia. Ogni volta che aiutiamo un ragazzo a sviluppare il proprio talento e a mettersi al servizio degli altri, contribuiamo a formare una persona capace di fare la differenza. È questa, forse, la forma più autentica di servizio: non lasciare soltanto opere, ma persone capaci di costruire il bene comune.

Qual è la sfida più importante del suo anno di Governatore?

La sfida che sento più importante non si misura con un numero. Si misura nella capacità di rafforzare il senso di appartenenza dei nostri soci, aiutare i Club a lavorare sempre più insieme e rendere il Rotary una presenza ancora più aperta e vicina alle comunità. Viviamo in un tempo che ha bisogno di luoghi dove le persone possano incontrarsi, dialogare e costruire insieme risposte ai problemi. Il Rotary può essere uno di questi luoghi, perché riunisce donne e uomini che mettono gratuitamente tempo, esperienza e professionalità al servizio degli altri. L’obiettivo è lasciare un Distretto unito, aperto alle sfide e più coraggioso nell'affrontare il cambiamento. Dopo tanti anni di vita rotariana, una convinzione mi accompagna più di ogni altra: i progetti sono importanti, ma sono le relazioni di fiducia a renderli possibili. Sono le persone che scelgono di collaborare e di condividere le proprie competenze a costruire comunità più forti. Se al termine di quest'anno avremo rafforzato questa cultura del servizio e della collaborazione, avrò la certezza di aver lasciato un'eredità che continuerà a produrre frutti anche oltre il mio mandato.

VITTORIO BERTONI 05 ago 2026 10:10