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Brescia
di MASSIMO VENTURELLI 01 apr 10:06

Polinfanzia: aiuto oltre lo smartworking

Nei primi giorni di marzo, la rapida e inarrestabile diffusione del Covid-19 ha costretto le autorità regionali ad un repentino intervento di chiusura delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (ad eccezione degli asili nido chiusi una settimana più tardi). Questa condizione improvvisa ed inderogabile ha determinato la reale necessità da parte di tutte le famiglie di trovare una soluzione urgente per la gestione dei propri figli durante l’orario di lavoro.

Soluzione. Lo smartworking, per molti ha rappresentato una soluzione di compromesso, ma non per gli operatori sanitari, che non solo non possono svolgere le loro mansioni “da remoto”, ma che con la recrudescenza dei contagi sono stati maggiormente sollecitati, dovendo garantire la presenza in servizio, con una flessibilità e una disponibilità ancora una volta straordinarie. Preso atto della situazione di difficoltà Fondazione Poliambulanza ha sentito la necessità ed il dovere morale di sostenere i propri colleghi rispetto ad un problema concreto che avrebbe determinato preoccupazione e inciso sulla serenità degli operatori, dando vita a “Polinfanzia”. Si tratta di un servizio interno di accudimento e sorveglianza dei figli dei lavoratori che frequentano la scuola dell’infanzia.

Servizio. “Dopo aver sondato tra i nostri collaboratori l’interesse all’adesione all’iniziativa, abbiamo deciso di avviare il servizio. − spiega Daniela Conti, direttore delle risorse umane di Poliambulanza − Negli spazi abitualmente destinati all’attività formativa nella cascina posta all’interno del perimetro dell’ospedale abbiamo attivato un servizio gratuito nel quale i figli dei nostri dipendenti, di età compresa tra i 3 ed i 6 anni, sono accuditi e seguiti da personale qualificato, durante tutto l’arco della giornata”.

Soluzione. Questa soluzione permette di rispondere a numerose necessità: avere un servizio di accudimento; garantire ai bambini una dimensione di socialità e normalità; avere una copertura del servizio con orari compatibili con i turni di lavoro; realizzare un luogo per i bambini situato nelle immediate vicinanze del luogo di lavoro, consentendo così un risparmio di tempo ma anche di limitare gli spostamenti in un periodo di lockdown; garantire un luogo Covid free per i bambini; garantire alle lavoratrici madri di non dover neppure pensare di lasciare il loro posto di lavoro per gestire le conseguenze del vuoto lasciato dalla chiusura delle scuole.

Lockdown. Le statistiche evidenziano quanto il lockdown abbia inciso negativamente sull’occupazione femminile, e quale sia il ruolo chiave della scuola nel consentire alle donne di mantenere l’equilibrio lavoro-famiglia. In sintesi, “Polinfazia” è stata pensata come un’iniziativa di welfare aziendale a sostegno dei lavoratori e dei bambini, ma anche una soluzione organizzativa che consenta all’azienda di via Bissolati di portare avanti la propria mission costituita dal fornire cura alle persone, siano esse i pazienti o i dipendenti. “L’iniziativa contribuisce alla tranquillità e alla serenità del personale che si trova alle prese con la forzata interruzione del servizio scolastico − continua ancora Daniela Conti − e ci consente un momento in cui sarebbe, peraltro, impensabile sostituire personale esperto con nuove risorse da selezionare e formare, di continuare a mantenere alta la qualità dell’assistenza rivolta ai nostri pazienti”.

Protocollo. Al fine di consentire la sorveglianza sanitaria dei bambini ammessi al servizio, è stato adottato un rigido protocollo sanitario che prevede tamponi all’avvio del servizio per bambini e insegnanti e una volta costituito il gruppo di partenza, questo resterà invariato nella sua composizione e non saranno ammessi nuovi ingressi per tutta la durata del servizio.

MASSIMO VENTURELLI 01 apr 10:06