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di ROMANO GUATTA CALDINI 08 nov 13:51

Scuola e lavoro

Confcooperative propone agli Istituti secondari di II grado di Brescia e provincia tre percorsi che si inseriscono nel solco dell’alternanza scuola lavoro. Le realtà scolastiche hanno tempo sino al 3 dicembre per aderire

Nel Bresciano la cultura cooperativistica ha radici secolari. Formare le nuove generazioni a questo modello imprenditoriale rilanciandone la formula è l’obiettivo del progetto “Scuola & Cooperazione” presentato nei giorni scorsi da Confcooperative. La realtà di via XX Settembre, infatti, propone un insieme di iniziative – rivolte agli Istituti secondari di II grado di Brescia – in tema di alternanza scuola lavoro, elaborate in collaborazione con il gruppo Giovani delle banche del credito cooperativo, il gruppo Giovani di Confcooperative, il consorzio Koinon, ente di formazione, e la partenership dell’Ufficio scolastico regionale.

 “Il progetto nasce per rispondere alla Legge sulla Buona scuola che introduce, tra le varie modifiche all’ordinamento scolastico, l’obbligatorietà dell’alternanza scuola lavoro negli ultimi tre anni degli Istituti superiori” ha esordito Valeria Negrini, vicepresidente di Confcooperative Brescia. La proposta si basa sul presupposto che “la formula cooperativa rappresenti per i ragazzi un’esperienza significativa per la loro crescita umana e culturale in prospettiva dell’inserimento lavorativo, come approccio al mondo del lavoro”. Sono 10 gli Istituti che avranno la possibilità – aderendo entro il 3 dicembre 2016 – di fruire in modo totalmente gratuito di uno dei tre percorsi elaborati: “Educazione cooperativa” e “Tour cooperativo: incontro con le realtà cooperative” e “Associazione cooperativa scolastica: impresa simulata”.

 La proposta dell’Acs “è la più ambiziosa, quella su cui puntiamo maggiormente l’obiettivo” ha sottolineato Valeria Negrini. Il percorso offre agli studenti la possibilità di costruire all’interno degli istituti l’Acs che prevede – attraverso una simulazione – la creazione di una cooperativa fra studenti. Non si tratta, però, di una semplice simulazione: “Abbiamo già un’esperienza che si protrae da tempo di un’Acs creata nell’istituto Dandolo di Lonato del Garda che ancora oggi esiste”. Dalle aule scolastiche al mercato il modello cooperativo può essere una valida proposta per rispondere alla crisi occupazionale. A conferma del dato figura la “tenuta” delle cooperative a fronte della crisi economica. Sulle positività dell’Acs si è soffermato anche Giorgio Lonardi del Gruppo Giovani Confcooperative Lombardia: “È particolarmente interessante e innovativo proporre una formulazione d’impresa a un’intera classe, favorendo non solo la socialità fra i ragazzi, anche l’idea che questi, insieme, costituiscano organi, assumendosene la responsabilità, sviluppando un progetto d’impresa”. Dall’agricoltura al settore culturale, dagli istituti tecnici ai licei, il progetto di Confcoopertive non preculde la partecipazione ad alcun indirizzo spaziando a 360° sugli ambiti di intervento sui quali dare vita a un’Acs. Il protocollo d’intesa per la governance territoriale sull’alternanza scuola lavoro vede coinvolte 41 realtà: “L’idea alla radice del progetto – ha sottolineato Daria Giunti dell’Ufficio scolastico regionale – è il legame forte della scuola che, sfruttando le risorse del territorio, diventa pro-attiva sul territorio stesso in relazione ai bisogni”. È necessario rilanciare il modello cooperativo e la scuola è il luogo più adatto. Ne è convinto Nicola Piccinelli del gruppo Giovani Bcc: “Attraverso l’Acs “i giovani possono davvero apprendere i funzionamenti, i tecnicismi, simulare le attività di una cooperativa, i suoi sistemi di democrazia interna”. A questo si aggiunge la lezione forse più importante: “Solo quando si riesce ad ottenere un beneficio per tutti – ha chiosato Piccinelli – si riesce ad ottenere un beneficio anche per se stessi”. Per informazioni www.confcooperative.brescia.it.

ROMANO GUATTA CALDINI 08 nov 13:51