Tornano i biscotti di Medici Senza Frontiere
A Brescia e Desenzano dal 23 al 25 ottobre i banchetti dall'associazione per l'iniziativa "Fondo Emergenze
Per il terzo anno consecutivo tornano anche nel Bresciano i “Biscotti Senza Frontiere”: da venerdì 23 a domenica 25 ottobre a Brescia (in corso Palestro, piazza Vescovado e via Bissolati) e Desenzano (piazza Malvezzi), come in altre 200 piazze italiane. volontari e volontarie di Medici Senza Frontiere, distribuiranno scatole di biscotti a sostegno del “Fondo Emergenze”, che consente all’organizzazione di intervenire rapidamente nelle guerre, epidemie e disastri naturali.
Sui banchetti dell’associazione saranno presenti due scatole di biscotti in edizione limitata: una ritrae un fuoristrada di Msf che trasporta aiuti umanitari verso le comunità in zone di emergenza, l’altra raffigura alcuni degli strumenti tipici del lavoro sul campo, dall’ambulanza allo stetoscopio, fino a medicinali e kit di primo soccorso. Un viaggio disegnato che racconta, attraverso un’immagine, ciò che accade ogni giorno in oltre 70 paesi del mondo, quando bisogna portare con sé medicine o vaccini necessari per intervenire.Una donazione minima di 15 euro consentirà a Msf di acquistare 30 bustine di cibo terapeutico pronto all’uso nelle zone di guerra in cui opera la realtà.
Più di un progetto di MSF su 3 si svolge in zone di guerra e di conflitto armato. Tra questi c’è Gaza, dove nel 2025 i team di MSF hanno effettuato oltre 900mila visite mediche, realizzato 27mila interventi chirurgici e assistito più di 13mila parti. O il Sudan, dove da oltre 3 anni la guerra colpisce la popolazione e i luoghi della vita quotidiana: mercati, scuole, strutture sanitarie sono diventati bersagli degli attacchi, mentre milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case. Qui, solo nel 2025 MSF ha svolto più di 1 milione e 400mila visite ambulatoriali e assistito 34mila parti.
Ci sono contesti dove ai conflitti armati si sommano epidemie ed emergenze sanitarie: è il caso della Repubblica Democratica del Congo, dove a morbillo e colera si è aggiunta anche una nuova epidemia di Ebola, in un’area del paese in cui da anni gli scontri tra gruppi armati e le violenze rendono già complesso l’accesso alle cure.
“Ebola non è soltanto un virus. È il terrore negli occhi di una persona malata. È una famiglia che non può più abbracciare il proprio caro. È una telefonata fatta sapendo che potrebbe essere l’ultima. Noi di MSF siamo qui per questo: per curare, proteggere, formare, assistere e contribuire a contenere l’epidemia” racconta Martina Marchiò, vicepresidente di MSF da poco rientrata dalla RDC, dove ha preso parte all’intervento in risposta a Ebola.
"Non sappiamo quale sarà la prossima emergenza, ma sappiamo che il Fondo Emergenze ha sempre contribuito a far partire il primo aereo con ospedali gonfiabili e medicine. Ogni scatola di biscotti donata a un amico o tenuta per sé sarà un chilometro in più verso il prossimo paese dove ci sarà bisogno di cure e assistenza medica” dichiara Laura Perrotta, direttrice raccolta fondi di Msf.