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Brescia
di LARA PEZZOTTI 23 feb 09:54

Unicatt: il ritorno delle matricole

L’emozione di tornare a seguire una lezione dal vivo, di tornare a sedersi tra i banchi in un’aula, di conoscere nuovi studenti. Queste sono solo alcune delle sensazioni provate dalle matricole dell’università Cattolica di Brescia che lunedì 22 febbraio sono finalmente entrate in aula per affrontare il loro primo anno di università.

Il docente che ha tenuto la prima lezione in presenza agli alunni dell’indirizzo Dams è stato Paolo Bolpagni, insegnante del laboratorio di arti visive, che ha sottolineato come sia stato emozionante tornare in un’aula universitaria, anche se la situazione non può essere ancora vissuta come prima: “Dato che si devono indossare le mascherine e la didattica si suddivide tra alunni presenti nell’aula virtuale e altri presenti fisicamente nella stanza, tuttavia  l’uomo è un essere molto adattabile e quindi con il tempo riuscirà ad adattarsi anche a questo nuovo modo di vivere la vita”.

A dare una loro opinione di questo ritorno nell’ambiente scolastico, sono state anche alcune delle alunne che erano presenti nell’ateneo: “Noi-dicono Cecilia Onorato e Sofia Bonizzoni studentesse del primo anno-dobbiamo sentirci molto fortunati di poter essere tornati all’interno di un istituto dopo vari mesi passati in casa. L’emozione è tanta come la voglia di ricominciare a riprendere in mano il nostro percorso di studi”. Benedetta Leorati afferma: “Questa è una giornata molto particolare per le matricole, perché finalmente possono entrare concretamente a far parte del difficile e complesso mondo universitario”.

Anita Papua: “Sono molto contenta di poter finalmente vivere bene le lezioni a contatto con i miei colleghi e non più sola chiusa nella mia camera di fronte ad un computer”.

Anche studenti che per raggiungere l’università devono prendere mezzi e impiegarci molto tempo raccontano di essere molto felici di entrare fisicamente in questo nuovo mondo, come Martina Carmignani: “Nonostante il lungo viaggio che ho dovuto compiere questa mattina, sono molto felice di trovarmi in università, ma il fatto di trovare l’ateneo molto vuoto mi fa strano, perché questo Covid sta rendendo la vita molto difficile dal punto di vista sociale, però questo non ci deve fermare”.

Nelle parole delle matricole e dei professori si comprende un vuoto, uno straniamento di fronte al nuovo contesto scolastico, il tutto però dominato da una luce di speranza, anche se piccola, che brilla negli occhi delle matricole, pronte ad intraprendere questo importante percorso della loro vita mostrandosi forti e disposti a non farsi abbattere dai limiti imposti dal virus.

LARA PEZZOTTI 23 feb 09:54