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Nave
di GABRIELE FILIPPINI 06 ago 2023 19:19

Don Bruno Moreschi: portatore del Vangelo

Nel suo settantacinquesimo anno di vita si è spento presso la Clinica S. Anna don Bruno Moreschi, originario di Nave e prete da cinquant’ anni. Sacerdote molto apprezzato e stimato in diocesi, ha sempre operato con laboriosità e discrezione in tutti i luoghi dove lo condusse il suo ministero. La sua era una fede profonda, non ostentata ma forte e autentica, maturata in parrocchia e in famiglia: una famiglia numerosa dove la vita cristiana era presa sul serio da tutti, genitori e figli. Un suo fratello mons. Angelo Moreschi, salesiano e ammirevole missionario, divenne Vescovo, destinato a guidare una nuova diocesi africana in Eritrea. Morì durante l’epidemia del Covid 19.

Don Bruno, col suo sguardo penetrante, gli occhi scuri e il volto giovanile, è sempre stato affidabile: preferiva i fatti alle parole e sapeva giocare di squadra, senza protagonismi ma solo teso al bene della comunità.

E nel suo ministero spicca particolarmente la sua esperienza di Fidei donum in Africa, esperienza vissuta in due tempi: prima sette anni in Zaire fino al 1990 e poi ben 17 anni in Mozambico, fino al 2014.

Per don Bruno furono anni di grande impegno per l’evangelizzazione e la promozione umana. E ha saputo contribuire mirabilmente nel vivere in comunità e fraternità. Quando era in Zaire condivideva la vita missionaria con don Giuseppe Davo e don Tarcisio Moreschi. E nelle cronache della visita di Mons. Bruno Foresti a quella missione di Kamituga nel cuore della foresta zairese, possiamo leggere: “Non è possibile vivere in luoghi, quali sono le regioni africane, dove l’umanità appare piagata e sofferente, senza affinare la sensibilità verso i collaboratori, i vicini, i confratelli. Abbiamo più volte toccato con mano la sensibilità di preti, suore e laici che vivono in missione. Le missioni non sono lussuose, sono piuttosto povere, hanno l’essenziale ma non il di più. Però si respira una fraternità autentica, espressa anche nelle piccole cose quotidiane”. Don Bruno Moreschi, col suo carattere buono e mite e con un uno spiccato senso pratico contribuì non poco a costruire la fraternità missionaria. E in Mozambico, oltre ad essere portatore del vangelo, si è applicato perché la sua gente africana avesse un acquedotto, un asilo, una scuola.

Fra le due esperienze africane in diocesi, dopo un anno a Vestone come vicario parrocchiale, guidò con sapienza la parrocchia di San Giovanni di Polaveno: per la minuscola comunità è stato un pastore sollecito, capace di guidare i fedeli nello spirito del Vaticano II. Del resto le sue esperienze di curato, in ambienti molto diversi fra loro: San Giacomo in città e Volpino, nella terra bergamasca della diocesi, lo avevano ben iniziato nelle scelte pastorali sapienti ed equilibrate.

Tornato a Brescia dopo la missione come Fidei Donum, disposto all’obbedienza, per tre anni svolse il ruolo di Amministratore parrocchiale a Malpaga e Viadana di Calvisano. Successivamente con disponibilità e serenità accettò di fare il presbitero collaboratore a Cailina, Carcina, Cogozzo e Villa Carcina. Nel 2019 divenne collaboratore nella parrocchia lumezzanese di S. Apollonio dove lavorò fino a quando fu ricoverato in clinica.

I suoi funerali presieduti dal vescovo Pierantonio Tremolada furono molto partecipati nella chiesa del suo paese di Nave, dove ora riposa nel locale cimitero, là sono sepolti anche i suoi familiari.

GABRIELE FILIPPINI 06 ago 2023 19:19