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Rovato
di RAFFAELLA FALCO 31 gen 2026 08:49

Fra Stefano: Abbi cura di te

“Abbi cura di te”. Fa bene sentirselo dire ogni giorno, tutti i giorni. È la formula, riuscitissima, che ha trovato fra Stefano Bordignon per salutare i numerosi iscritti al suo canale YouTube al termine del commento quotidiano al Vangelo del giorno. Se si aggiunge il suo semplice sorriso, il tono gentile e il cane che gli salta in braccio a rubargli la scena, è immediato cogliere la bellezza di un messaggio che va al di là delle parole. Il Vangelo è così. Gesù è così. Lo si trova non in cielo, dove non sarebbe possibile incontrarlo, ma su questa terra, dove Lui ha voluto incontrare noi. La terra da cui fra Stefano parla e in cui vive è Rovato, nel convento dell’Annunciata, dove abita dal 2018 e dove accompagna spiritualmente chi si rivolge a lui per ritrovare serenità. Lo incontriamo e nasce un bel dialogo.

Che significato ha per la tua vita e la tua missione questo nuovo inizio del 2026?

Sì, è appena iniziato un nuovo anno, ma per me non si tratta di un nuovo inizio. Sono passati ormai 25 anni da quando ho dato un nuovo inizio alla mia vita cominciando a vivere in convento. Naturalmente la vita ci offre sempre nuove sfide, ma per me non significa dover impostarla in modo diverso. Piuttosto si tratta di proseguire il cammino della fede in un mondo che cambia. Per questo anno appena cominciato non ho fatto particolari propositi e nemmeno mi sono dato nuovi obiettivi da raggiungere, cercherò semplicemente di rimanere docile allo Spirito, lasciandomi guidare dal Vangelo e dalla preghiera.

Un Vangelo che annunci ogni giorno a migliaia di persone attraverso la rete…

Tra pochi giorni la nostra comunità di YouTube compirà cinque anni ed è stata una esperienza straordinaria che mi ha dato la possibilità di raggiungere e di conoscere moltissime persone. Attraverso i video, che pubblico quotidianamente, condivido la lettura del Vangelo del giorno e un semplice pensiero. Con il Giubileo la Chiesa ci ha incoraggiati a far crescere questa missione digitale, fino a raggiungere gli estremi confini della terra. Lo stesso Papa Leone ci ha chiesto di proseguire in questa opera di evangelizzazione con creatività, utilizzando il linguaggio del nostro tempo, per raggiungere soprattutto le persone che soffrono. Da parte mia cercherò di fare il possibile per proseguire il cammino attraverso le strade digitali.

Che rapporto hai con gli iscritti ai tuoi canali, che non chiami followers, ma comunità?

Innanzitutto, sono in contatto con la comunità attraverso i video che trasmetto quotidianamente: le persone possono seguirmi con facilità attraverso il telefono, altri, invece, preferiscono seguirmi attraverso alcune televisioni locali. Ma non si tratta di una comunicazione monodirezionale, ricevo molti feedback anche da parte loro. Per esempio, YouTube mi fornisce molte informazioni sulla comunità, ma ancora più importante è la corrispondenza che seguo personalmente. È difficile quantificare questo tipo di fenomeno, ma in questi anni penso di aver risposto a decine di migliaia di persone che mi hanno scritto e sicuramente ho incontrato diverse migliaia di nuovi amici che sono venuti qui a dialogare personalmente.

Come mai in un tempo in cui le chiese si stanno svuotando, la tua comunità non smette di crescere?

Ci sono molteplici ragioni per cui le chiese si stanno svuotando e non sono in grado di comprenderne a pieno le cause, ma la prima cosa che mi viene in mente è che per molti andare in chiesa è tempo perso, ovvero non sentono che è qualcosa che riesce ad arricchire la loro vita. La mia proposta di evangelizzazione non continua a crescere, non lasciamoci abbagliare dal numero degli iscritti. È comunque vero che è seguita con regolarità da molte persone. Perché? Quello che di solito mi sento dire è questo: “Perché spieghi il Vangelo in modo semplice, perché sei vicino alla nostra vita, perché trovo coraggio in mezzo alle difficoltà, perché mi lasci una parola che mi accompagna per tutto il giorno”. E la cosa che mi gratifica di più è sapere di portare consolazione e speranza a chi è solo, malato e affronta momenti bui.

Da dove nasce quella formula così bella con cui concludi il commento al Vangelo: “Abbi cura di te”?

L’idea è semplice ed è che ascoltare il Vangelo non deve essere un peso e nemmeno un dovere, ma è il momento più bello della giornata, perché è un dono che fai a te stesso. E allora invito le persone a prendersi cura della propria interiorità e a portare quel Vangelo che hanno appena ascoltato all’interno della loro vita concreta. Prendersi cura di se stessi è un atto di sano egoismo, perché non ci fa chiudere in noi stessi, ma ci porta ad amare gli altri.

Qual è il tuo legame con il territorio bresciano? Come hai iniziato questa modalità di annuncio?

Sono nato a Rivoltella del Garda. Poi la vita mi ha portato, in varie occasioni, ad allontanarmi da queste terre, ma io le ho sempre portate nel cuore. Mi piace molto vivere sul Montorfano tra i vigneti, in mezzo alla natura e, allo stesso tempo, molto vicino alla vita frenetica delle nostre città. Le passeggiate in campagna mi danno pace e mi offrono il tempo per pensare, la vicinanza alla città mi tiene sempre in contatto con la comunità che io amo servire e incontrare. Il convento della Santissima Annunciata in cui vivo è un luogo stupendo, tranquillo, e qui è nata l’idea di condividere il Vangelo in modo semplice attraverso dei brevi video di YouTube. Tutto è nato nella semplicità, senza grandi calcoli e senza particolari strumenti tecnologici e, ancora oggi, mi basta un semplice cellulare per parlare di Gesù a tutti coloro che desiderano ascoltarmi.

Anche il Bepi (il cagnolino) ha i suoi “seguaci”? Posso chiederti perché la scelta di dare anche a lui uno spazio nell’annuncio?

Non ho mai avuto la pretesa di insegnare il Vangelo come un maestro insegna la sua materia dalla cattedra, mi piace semplicemente condividere il mio punto di vista in modo fraterno. Per questa ragione, ho deciso di leggere il Vangelo all’aperto e, in qualche occasione, il Bepi ha cominciato a correre alle mie spalle attirando l’attenzione di alcuni bambini che mi seguono. Naturalmente, quando poi il Bepi mancava, ricevevo da parte di queste famiglie la richiesta di portarlo sempre con me e, quindi, ho deciso di accontentarli. È incredibile, ma anche un cagnolino, con la sua semplice presenza, ha contribuito alla diffusione del Vangelo.

RAFFAELLA FALCO 31 gen 2026 08:49