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Brescia
di GABRIELE BAZZOLI 10 apr 2026 22:01

Il diario del Convegno Diocesano: I giorno

Giorno dopo giorno, con Gabriele Bazzoli, raccontiamo il Convegno Diocesano "Siamo la Chiesa del Signore"

L’atmosfera per i delegati appare frizzante. L’accreditamento è un po’ come il primo giorno delle superiori: ci si guarda in giro, si fanno grandi sorrisi, ci si affida all’ottima accoglienza degli indaffarati dipendenti e volontari di Curia, si vedono più facce note di quelle che si immaginavano. “Ehilà, è un po’ che non ci vediamo… Ricordami il nome? Sei di?” “Ma certo!”. 

Nello spostamento verso Sant’Afra, una signora incrocia il gruppone dei delegati: “E poi dicono che non ci sono più preti”. In effetti ne incrocia una ventina, tutti insieme. Ma i delegati sono 320, tra presbiteri, consacrati e consacrate, uomini e donne. A colpo d’occhio una buona varietà di età e vocazioni. 

Primi scambi di attese. La frase più ripetuta (con molteplici varianti): “Comunque vada, sarà un bel momento di Chiesa”. L’ottimismo del pellegrino che non sa come sarà la meta, intanto apprezza il viaggio.

Il programma del pomeriggio del venerdì vola alto. Si parte con la liturgia della parola Sant’Afra. Solenne e sobria al contempo. La riflessione introduttiva è di José Tolentino de Mendonça (cardinale, teologo, poeta). Titolo dell’intervento: “La natura intrinsecamente missionaria della Chiesa” (forse troppo alto?). Stiamo ad ascoltare. L’accento portoghese renderebbe piacevole qualsiasi intervento ma, indubbiamente, la prolusione di mons. Tolentino è centratissima: bello scoprire che chi viene da Roma a parlarci ha letto con attenzione i Lineamenta diocesani. Il richiamo è a una Chiesa missionaria, “dove ogni Parrocchia è chiamata a far percepire la brezza dello Spirito”. Guarda alla Chiesa locale, al nostro territorio e al nostro tempo non “come problema da risolvere” ma come “occasione da abitare”. Nel solco del Vaticano II, di papa Francesco e papa Leone, richiama al bisogno di “traduttori” di fronte alla sfida del cambiamento del codice culturale. Si respira a pieni polmoni.

Dopo la prolusione (e la cena) il singolare e breve intervento del Vescovo Pierantonio proposto in dialogo con un quintetto di ottoni: accennando ai delegati il senso di questo cammino compiuto e da compiere insieme, apre all’evocativa immagine della danza e dell’acqua, segni della potenza dello Spirito santo che opera nei cuori di chi crede; invito all’ascolto attento e fiducioso dello Spirito nei prossimi giorni di Convegno.

Ore 22:00 si conclude con entusiasmo. Domani giornata importante. Se fossimo al Tour ci sarebbe il passaggio sul Galibier. Si lavorerà tutto il giorno nei gruppi di studio per far emergere le proposizioni. A domani.

GABRIELE BAZZOLI 10 apr 2026 22:01