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Brescia
09 mar 2026 17:06

Mira alla pace: in campo 300 giovani salesiani

Non è stato un weekend di chiacchiere, ma una vera e propria immersione in quello che significa "sporcarsi le mani" per il bene. Il Forum Giovani MGS 2026, svoltosi il 7 e 8 marzo a Brescia, ha radunato 300 ragazzi provenienti da Lombardia ed Emilia-Romagna, sotto un unico imperativo: "Mira alla pace". E se il titolo sembrava una sfida, la realtà ha superato le aspettative. A partire dalla straordinaria accoglienza che il vescovo di Brescia mons.Pierantonio Tremolada ha riservato ai partecipanti: “Shalom, che significa pace, è nella bibbia la pienezza della vita umana

L’apertura del sabato è stata un colpo al cuore e alla testa. Emanuele Fant ha rotto il ghiaccio trasformando il palco in un’aula e l’aula in un teatro: una lezione-spettacolo che ha saputo interrogare i presenti senza mai annoiare. Subito dopo, la parola è passata a don Mattia Ferrari, il cappellano di Mediterranea Saving Humans. Don Mattia non parla mai al singolare. Il suo è un "noi" costante, che nasce dalla preghiera e dal lavoro concreto in mare. Al centro del suo intervento, due simboli che non lasciano scampo: l’Eucaristia e la Croce di Cristo, vissute non come concetti astratti, ma come bussole per chi sceglie di stare dalla parte degli ultimi.

Domenica mattina, la tavola rotonda "Costruttori di Pace" ha calato un "poker" di testimonianze al femminile (proprio nel giorno della festa della donna!) che ha lasciato la platea incollata alle sedie. Moderate con ritmo da Fabio Carminati (storica firma per gli esteri di Avvenire), quattro donne hanno raccontato come si costruisce un domani di pace: Daniela Pompei, responsabile della Comunità di Sant'Egidio, mente dietro i Corridoi Umanitari, ha ricordato che la sicurezza nasce dall'accoglienza legale e che l'integrazione è un cantiere che non finisce mai; Gemma Flaha, Odontoiatra siriana arrivata in Italia con i Corridoi Umanitari, ha raccontato la fatica e l’umiltà di dover ricominciare da zero, tornando sui banchi di scuola per ricostruire la propria identità e dignità; Lucia D’Anna, violoncellista italiana che vive a Gerusalemme, in collegamento video ha testimoniato come la musica possa essere un "ponte culturale" e uno spazio neutro dove anche chi è educato all’odio può riconoscersi come essere umano; Sara Sechi, Segretaria Esecutiva di Don Bosco International, ha chiestodi trasformare il carisma salesiano in proposte legislative concrete per i diritti dei minori e dei giovani.

Tra i cortili dell'Istituto Salesiano e le case delle famiglie bresciane che hanno ospitato i giovani, il clima era tanto serio quanto fraterno. Tante domande, il desiderio di non fermarsi alla superficie e, soprattutto, la voglia di ascoltare ancora. Come ha ricordato il direttore don Damiano Galbusera: "La violenza ci sorprende quando è "in grande", ma spesso non ci accorgiamo di come attacchi il nostro cuore nelle parole, sui social e nei silenzi. Come il "Servo sofferente" di Isaia, siamo chiamati a non rispondere alla violenza con la stessa moneta per non rimettere in moto il suo meccanismo. Il messaggio del Forum è questo: rischiare sul perdono". A giudicare dagli sguardi dei ragazzi dopo la Messa e la Veglia animate dal Coro MGS, la lezione è stata appresa: la pace non è un'opzione diplomatica, ma una scelta quotidiana di "disobbedienza alla rassegnazione". E quel “scambiatevi un segno di pace” non ha mai avuto un sapore più serio.

09 mar 2026 17:06