Mirabilmente custoditi
Una risonanza di un sacerdote bresciano della Messa crismale vissuta in Cattedrale
Giovedì Santo, in Cattedrale, ci siamo ritrovati come presbiteri attorno al nostro Vescovo. È una celebrazione che conosco, eppure ogni anno ha qualcosa che torna a toccare il cuore in modo nuovo.
Quest’anno mi è rimasta dentro una parola semplice: discernimento. Il Vescovo ci ha richiamati a questo lavoro paziente, personale e insieme comunitario. Non uno sforzo di capire tutto, ma un mettersi in ascolto, lasciando che sia il Signore a precederci.
Poi, quasi in silenzio, è arrivato anche un canto: “Meravigliosamente custoditi da forze buone”.
E lì, lo confesso, qualcosa si è aperto dentro.
Perché, a volte, tra noi preti si respira anche fatica. Non sempre è facile capirsi, non sempre si condividono scelte e sensibilità. A volte emergono parole dure, giudizi, distanze. Succede anche a tavola, nei momenti più semplici.
Eppure, dentro tutto questo, quella parola – custoditi – ha fatto bene.
Non perché sistemi le cose, ma perché le rimette al loro posto.
Non siamo una Chiesa perfetta, né un presbiterio senza crepe.
Siamo però, misteriosamente, custoditi. Anche nelle fatiche, anche nelle incomprensioni, anche nei passaggi che non comprendiamo fino in fondo.
Forse, nel nostro piccolo, possiamo semplicemente attraversare i prossimi passi con un cuore un po’ più disponibile.
Non pretendendo di capire tutto, ma provando a restare dentro, senza chiuderci.
Con meno giudizi pronti e un po’ più di fiducia che il Signore sta lavorando anche lì dove noi vediamo poco.
Un passo semplice, ma forse necessario.
Mi ha colpito anche l’immagine evangelica richiamata: prudenti come serpenti e semplici come colombe.
Forse oggi abbiamo bisogno proprio di questo: uno sguardo lucido, sì, ma non appesantito. Capace di vedere, ma anche di custodire il bene.
Non so dare risposte grandi.
Ma torno a casa con una piccola certezza: vale la pena restare dentro questo cammino, senza tirarsi indietro, senza irrigidirsi, provando – ciascuno come può – a fare spazio allo Spirito.
E forse, prima ancora di chiederci che cosa dobbiamo fare, possiamo ricordarci questo: che non siamo lasciati soli.
Siamo, anche così, anche adesso, mirabilmente custoditi.

































