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Brescia
15 mag 2026 12:58

Pifferetti: un Giornale di prigionia

“Il reggimento è fatto di un po’ di tutto: da ingenui e da maliziati; da gente educata e da persone rozze, da timidi e da audaci, da umili e da prepotenti, da praticanti e da spregiudicati, da figliuoli attaccati alla mamma e da altri troppo indipendenti, da preoccupati della famiglia e degli affari e da indifferenti a tutto, da anime sane nei principî e da anime ribelli, da melanconici e da ridanciani, da fidanzati, da sposi, da padri; da artigiani, contadini e professionisti”. Sono alcune parole tratte da “Faville”, il giornale di prigionia, che prese vita nel 1941 nel campo prigionieri di Bangalore in India, promosso da padre Pifferetti (1908-1980), dell’Oratorio della Pace, cappellano militare nei campi di prigionia in India, Egitto e Albania. Dalla lettura di “Faville” si colgono gli stati d’animo dei soldati che, in quei momenti di guerra e prigionia, si rivolgono con affetto alle fidanzate, alle mogli o alle madri. Il Giornale parla del contesto in cui è nato, tra fascismo e antifascismo, tra aspirazioni di guerra e speranze di pace: la sfida è raccontarlo a tutti senza cancellare e obliare. Tutto ciò è raccontato in una ricca mostra visitabile presso l’Archivio Storico Diocesano da lunedì 15 maggio a venerdì 19 giugno. [Giornale di prigionia, 1941]

15 mag 2026 12:58