Un’esperienza arricchente che cambia le priorità
Davide Macario partirà per il Burundi il 25 luglio e rimarrà in Africa fino al 14 agosto, vivendo in tre villaggi differenti
Le missioni di Fondazione “Csi per il mondo” hanno anche una matrice bresciana, grazie alla collaborazione con il Csi Vallecamonica e, a ruota, con la Famiglia Universitaria “Bevilacqua Rinaldini” di Brescia. “‘Csi per il mondo’ è un progetto nazionale, ma fondamentali sono i vari comitati provinciali e regionali che, in autonomia, propongono progetti sportivi in vari Paesi – sono sempre le parole della direttrice generale, Valentina Piazza –. È il caso del Csi Vallecamonica, attivo soprattutto in Repubblica Democratica del Congo. Per via del passaparola e dell’aiuto di qualche intermediario tra i missionari, siamo entrati in contatto anche con la Famiglia Universitaria di Brescia”. Da anni, infatti, il convitto bresciano è impegnato in progetti missionari, tre dei quali proprio con “Csi per il mondo”.
Tra gli studenti della Famiglia Universitaria in partenza per il Burundi c’è Davide Macario, studente camuno classe 2005, iscritto a Economia. “Dal 25 luglio al 14 agosto sarò in Burundi – spiega Davide Macario –. Non ho mai vissuto esperienze di questo tipo. Quando mi hanno proposto di partire, mi sono confrontato con i ragazzi che, prima di me, avevano vissuto questa esperienza. Me ne hanno parlato molto positivamente e mi hanno confessato di sentirsi cambiati dopo questo viaggio. Per cui mi sono detto: ‘Perchè no?’. Ho deciso di mettermi in gioco e di accettare la proposta”. In questi mesi, Davide ha partecipato a vari incontri formativi. “Ogni anno, vengono organizzati una serie di incontri per prepararsi, anche psicologicamente, all’esperienza. Ci siamo incontrati anche per conoscere i villaggi in cui ci inseriremo, per pensare alle attività da proporre e organizzare le valigie, all’interno delle quali metteremo anche l’attrezzatura sportiva necessaria. Comunque, le nostre proposte avranno un grande obiettivo: formare le persone del posto e consentire loro di diventare autonome, facendo proprie le tecniche e gli strumenti proposti”.
Sono tante le emozioni e le aspettative per la prima vera esperienza missionaria della sua vita. “Credo che tornerò molto cambiato da questo viaggio. Mi aspetto di toccare con mano una realtà più complessa rispetto a quella in cui viviamo, entrando in contatto con i veri problemi della vita. Vedere con i miei occhi situazioni difficili a cui la gente del posto reagisce in modo più leggero rispetto a come gestisco io problematiche più semplici sarà stimolante. Sarà un’esperienza arricchente e che mi farà riflettere”.