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Reims
di REDAZIONE 12 lug 08:31

Vincent: una sconfitta per l'umanità

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Avrebbe compiuto 43 anni il prossimo 20 settembre. Invece Vincent Lambert è morto ieri mattina all’ospedale di Reims, nel nord della Francia, dove era ricoverato. Dal 2 luglio scorsogli erano stati sospesi alimentazione e idratazione dopo una lunga battaglia legale

Avrebbe compiuto 43 anni il prossimo 20 settembre. Invece Vincent Lambert è morto  ieri mattina all’ospedale di Reims, nel nord della Francia, dove era ricoverato. Dal 2 luglio scorsogli erano stati sospesi alimentazione e idratazione dopo una lunga battaglia legale. Vincent non era in fin di vita. Da oltre 10 anni viveva in stato coscienza minima, per alcuni, per altri in stato vegetativo, dopo l’incidente stradale che lo aveva reso tetraplegico.

Vari sono stati gli appelli di Papa Francesco sul suo caso. Nei giorni scorsi in un tweet il Papa aveva detto: “Preghiamo per i malati che sono abbandonati e lasciati morire. Una società è umana se tutela la vita, ogni vita, dall’inizio al suo termine naturale, senza scegliere chi è degno o meno di vivere. I medici servano la vita, non la tolgano”.

Sulla morte di Vincent Lambert ha preso posizione anche la Pontificia Accademia per la Vita con un comunicato in cui si legge che: “Mons. Paglia e tutta la Pontifica Accademia per la Vita pregano per la famiglia di Vincent Lambert, per i medici, per tutte le persone coinvolte in questa vicenda. La morte di Vincent Lambert e la sua storia sono una sconfitta per la nostra umanità".

Lo stop all’idratazione e all’alimentazione disposto il 2 luglio era arrivato dopo la sentenza della Cassazione che aveva annullato la decisione della Corte d’Appello di far proseguire il trattamento in attesa del parere del Comitato Onu per i Diritti delle persone con disabilità. L’organismo delle Nazioni Unite aveva, infatti, chiesto alla Francia sei mesi di tempo per esaminare il caso. Pierre e Viviane, i suoi genitori, che hanno condotto una strenua battaglia legale per impedire che al figlio fossero interrotte alimentazione e idratazione contrastati, però, dalla moglie e dai fratelli dell’uomo, in un comunicato hanno affermato che "è il momento del lutto e del raccoglimento ma è anche il momento della meditazione su questo crimine di Stato", denunciando che il loro figlio è stato "ucciso dalla ragion di Stato e da un medico che ha rinunciato al giuramento di Ippocrate". Di parere opposto ai genitori era la moglie di Vincent, Rachel, e i medici che lo avevano in cura. I sanitari ritenevano “un’ostinazione irragionevole” continuare a farlo vivere. Per altri c'è stata un'ostinazione irragionevole nel farlo morire.

Tante le reazioni alla morte di Vincent Lambert. Raccoglimento e profonda tristezza sono state espresse dal segretario generale della Conferenza episcopale francese, Thierry Magnin. “In Europa rischia di diffondersi un movimento contro vita. Offrire alimentazione e idratazione è un sostegno vitale doveroso e umanitario”. È questo, invece, il giudizio espresso in un'intervista raccolta da Vatican News dal presidente dell’associazione Scienza e Vita, Alberto Gambino. L’aver scambiato questo presidio di grande solidarietà e di cura "come una terapia che possa ingenerare un accanimento è un vulnus molto significativo". "I principi europei, se fossero quelli plurimillenari delle nostre radici, non potrebbero che essere per il favor vitae".

REDAZIONE 12 lug 08:31