Flero: Con Vidotto scrivere è questione di rock
"Scrivere è questione di rock" è il titolo dell'incontro promosso, giovedì 19 febbraio alle 20.45, al Teatro Le Muse, dalla parrocchia di Flero.
Il protagonista della serata è lo scrittore Francesco Vidotto che sarà intervistato da Fabio Monari, docente di letteratura italiana.
È una proposta che vuole valorizzare la semplicità, l'apprezzamento per il Creato e la cura delle relazioni.
Nel 1995 i casuali incontri con il regista Italiano Pupi Avati e con lo scrittore Mauro Corona lo portano a decidere di spedire un breve romanzo dal titolo: “Il selvaggio” ad alcune case editrici. L’unica risposta arriva nel 2005, dieci anni più tardi, da parte dell’editore Carabba di Lanciano. Subito dopo “il selvaggio” pubblica “Signore delle Cime".
Nel 2010 scrive “Siro” e, per farlo leggere da un editore importante si finge pastore. Il romanzo esce nel 2011 per Minerva, partecipa a tre premi letterari e li vince tutti e tre. Successivamente esce “Zoe” e a seguire “Oceano”. “Siro” e “Oceano” sono due piccoli miracoli nel mercato italiano degli editori indipendenti vendendo, solamente grazie al passaparola, un numero di copie da far invidia alle major. Nel 2016 lo scrittore Mauro Corona, colpito dalle storie di “Siro” e di “Oceano”, lo mette in contatto con l’editor della narrativa italiana di Mondadori. E nel 2016, per Mondadori, esce "Fabro". Francesco spende la settimana scrivendo e andando per monti: “La montagna, secondo me, è un tentativo del mondo di avvicinarsi a Dio. Lassù sei più buono e più umile e vedi la bellezza. Salendo in alto spesso mi è capitato di capire a fondo.
Amo scrivere storie. Mi piace l’invenzione e la finzione ma la cosa che prediligo è cercare delle storie tra gli ultimi. Storie di vita, e regalare loro una dignità nuova e per sempre, raccontandole in un libro”.
Seguono, nel tempo, le pubblicazioni di "Meraviglia", "Racconti del vento del nord", "Il cervo e il bambino", "A ciascuno il proprio dio", "Onesto" e "L'abete e la betulla".
L'appuntamento è in via Aldo Moro 109. Ingresso libero fino a esaurimento posti.