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Brescia
di CARLO TAGLIETTI 08 mar 10:14

Il destino di stelle cadenti

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“Il destino di stelle cadenti” è la storia di Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. E' anche l'ultimo libro di Emanuele Zanardini, scrittore e fotografo, che ha narrato le sue peregrinazioni nei 5 continenti per gli scrittori della porta accanto

“Il destino di stelle cadenti” è la storia di Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Emanuele Zanardini, scrittore e fotografo, ha narrato le sue peregrinazioni nei 5 continenti per gli scrittori della porta accanto. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta "La guerra è finita! Andate in pace" per i tipi di BookaBook. 

Emanuele, com'è nato questo lavoro?

L'idea della struttura mi è venuta leggendo il bel libro di Diego De Silva, Mancarsi. Una storia d'amore diversa, nella quale i protagonisti, pur frequentando lo stesso bistrot, si “mancano” sempre, appunto. Volevo scrivere una storia di incontri fortuiti, cercati e mancati. Un po' come in ogni storia d'amore che si rispetti.

Cosa vuole comunicare?

Voglio innanzitutto raccontare una storia, nella quale ci si possa immedesimare. Certo, i protagonisti fanno le loro scelte, le subiscono, cercano di indirizzarle, ma come autore non le giudico. Come nella vita, si può essere d'accordo, dissentire, empatizzare, mai giudicare perché, come dice la protagonista, Cassie, “essere giudicati da sconosciuti è ingiusto, perché non sanno nulla di te”.

Nel libro ci sono le attese, le delusioni ma anche le emozioni… Un po' come la vita?

Ci sono soprattutto gli imprevisti dell'esistenza: la prevaricazione del più forte sul più debole. C'è la precarietà della condizione giovanile, oggi sempre più accentuata: disoccupazione, violenza di genere. Ci sono vittorie personali che, pur piccole, ripagano di delusioni anche grandi. C'è il peso della solitudine, del senso di colpa. Ma c'è anche tenerezza, a volte un po' goffa, desiderio, amore… sì, vita!

Chi sono i personaggi che racconta? Una caratteristica per ognuno di loro…

Milo è un giovane precario, sia sul lavoro che, soprattutto, in amore. Cassiopea è una ragazza in cerca della libertà da una famiglia “ricomposta” con elementi abbastanza incompatibili tra loro. Lei cerca una sua indipendenza, con il passaggio dalla maturità all'università, ma si troverà a fare i conti con una “eredità” che la terrà legata per il futuro. Lui, al contrario, vive un'apparente indipendenza, i suoi vivono in un'altra città, ma è “incatenato” al passato da una vicenda molto dolorosa. Ne usciranno in modi diversi... 

C'è un libro al quale si sente più legato?

Se considerassi i miei libri come fasi di un innamoramento, direi che il primo amore (La guerra è finita! Andate in pace) non si scorda mai. Se invece li sento un po' come dei figli, non posso fare preferenze. E quindi mi ispiro al mitico Enzo Ferrari, il libro al quale mi sento più legato è quello… che scriverò.


CARLO TAGLIETTI 08 mar 10:14