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Brescia
di LUCA BRESSANINI 06 feb 2026 06:57

Liberty a Palazzo Martinengo

Nel 2026 Palazzo Martinengo si conferma protagonista con una nuova grande mostra capace di coniugare fascino storico e attualità dello sguardo. Fino al 14 giugno, sarà visibile “Liberty. L’arte dell’Italia moderna”; curata da Manuel Carrera, Davide Dotti e Anna Villari, l’evento si inserisce nel solco delle ricerche promosse dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo sulle arti a cavallo tra XIX e XX secolo, proseguendo idealmente il percorso avviato con successo nel 2025 con l’esposizione dedicata alla Belle Époque; in particolare, la presenza di Davide Dotti, ormai da anni punto di riferimento per la scena cittadina, conferma la qualità di un progetto che da anni sta portando in città proposte capaci di dialogare con un pubblico ampio.

Nelle sale il visitatore è accompagnato alla scoperta di quello che, tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, fu definito “stile nuovo” o “stile floreale”: un linguaggio artistico dalle linee sinuose, le forme eleganti e l’ispirazione costante alla natura; un’arte che guardava con entusiasmo alla modernità, senza rinnegare il valore della manualità e delle arti applicate.

Articolata in diverse sezioni, la mostra riunisce oltre cento opere, molte delle quali provenienti da collezioni private, affiancate da prestiti istituzionali, tra cui quelli della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, della Galleria Nazionale di Parma e dei Musei Civici di Udine. Dipinti, manifesti pubblicitari, ceramiche, fotografie e testimonianze cinematografiche dialogano tra loro, restituendo un’immagine viva e sfaccettata di un’epoca straordinariamente fertile; tra i maestri protagonisti: Vittorio Matteo Corcos, Gaetano Previati, Plinio Nomellini, Ettore Tito, Amedeo Bocchi, Cesare Tallone, le sculture in bronzo e in marmo di Edoardo Rubino, Leonardo Bistolfi e Libero Andreotti, i meravigliosi e coloratissimi affiches di Giovanni Battista Carpanetto, Leonardo Dudovich, Leopoldo Metlicovitz.

Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra le arti e agli eventi significativi che segnarono quegli anni: dalle prime Biennali di Venezia all’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino del 1902, fino alla grande rassegna di Roma del 1911, organizzata per celebrare i cinquant’anni dell’Unità d’Italia. Un contesto che permette di rileggere opere celebri sotto una nuova luce e di riscoprirne altre, rimaste a lungo ai margini della narrazione ufficiale. Tutte le info su mostraliberty.com

LUCA BRESSANINI 06 feb 2026 06:57