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Brescia
27 ott 2015 00:00

Mafie da ridere? Il cinema racconta

Il Centro studi per l’educazione alla legalità si affida al cinema per raccontare il fenomeno mafioso. Quando? Giovedì 29 ottobre alle 14.30 nell'aula magna di via Trieste 17. Introdurrà il convegno Gian Antonio Girelli, presidente Commissione speciale antimafia della Regione Lombardia

L’ironia può essere un’arma della società civile? Attraverso il racconto del cinema, il Centro studi per la legalità, diretto dal prof. Luciano Caimi, in collaborazione con le Alte scuole di Psicologia e Media, comunicazione e spettacolo propone il quarto convegno di studi per parlare del fenomeno mafioso.

Da molti anni il cinema si è accostato al problema mafia con modalità espressive molto differenti tra loro: da quello farsesco, brillante come quello nei primi anni ’60 con l’uscita di una serie di film con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia a registi particolarmente interessanti come Francesco Rosi e Damiano Damiani attraverso i quali la mafia comincia ad essere rappresentata in un’ottica più profonda e di denuncia.
Gli intenti di queste opere sono tutt’altro che superficiali, s’impongono anzi di far riflettere lo spettatore sul dramma reale della criminalità organizzata.

Possiamo dire che la storia della mafia nel cinema italiano è costituita su una presa di coscienza durata 40 anni. Più la mafia ha fatto male agli italiani, più gli autori hanno sentito il bisogno di raccontarla con realismo.

La tavola rotonda, moderata da don Marco Mori, vedrà la partecipazione di:
Ruggero Eugeni, direttore ALMED, Università Cattolica del Sacro Cuore;
Caterina Gozzoli, direttore ASAG, Università Cattolica del Sacro Cuore;
Domenico Simeone, Università Cattolica del Sacro Cuore; Antonino Giorgi dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.
27 ott 2015 00:00