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Brescia
08 lug 2026 23:53

Penelopi: Perché esiste la violenza sulle donne?

Ultimo fine settimana per visitare le installazioni di arte contemporanea realizzate all’interno dei laboratori di Butterfly Centro Antiviolenza da oltre 1000 studenti del territorio bresciano con l’artista Patrizia Fratus

Penelopi. A Palazzo Martinengo prosegue l'esposizione per la pace che nasce dalla lotta alla violenza sulle donne. Prosegue fino a domenica 12 luglio la mostra Penelopi promossa da Butterfly Centro Antiviolenza e Case Rifugio, un innovativo progetto di arte partecipata ideato da Patrizia Benedetta Fratus. L’esposizione, inaugurata a Palazzo Martinengo lo scorso 2 luglio, rappresenta un’opera collettiva che dà voce e visibilità a molteplici prospettive: quelle di un Centro Antiviolenza impegnato nella promozione di una trasformazione culturale, di un’artista che crede nel potere della narrazione come strumento di cambiamento sociale e di studenti e docenti che hanno partecipato attivamente al processo creativo nel corso della primavera, con la realizzazione di incontri nei differenti istituti della provincia e laboratori nel rAccordo di Fondazione Provincia di Brescia Eventi a Palazzo Martinengo, spazio aperto alle sperimentazioni dei più giovani che in questa seconda fase ospita nella zona mostre un vero e proprio storytelling volto a costruire un percorso che porta le persone nell’arte relazionale così come l’arte relazionale nelle persone. Rendendo tutto vivo.

"Penelopi" prende forma da una riflessione cruciale: come può un’opera nata dalla domanda "Perché esiste la violenza sulle donne?" trasformarsi in un'opera per la pace? La risposta risiede nella consapevolezza che per questo obiettivo sia indispensabile una pace autentica tra uomini e donne.

Il progetto artistico e partecipativo è frutto del lavoro condiviso con Butterfly CAV e dell'impegno quotidiano di Moira Ottelli e Roberta Leviani a fianco delle donne e dei minori accolti nelle case rifugio. Penelopi invita ciascuno a porsi una domanda semplice ma decisiva: "Io cosa faccio ogni giorno per la pace?". Costruire un futuro diverso significa infatti iniziare a scrivere, insieme, una nuova storia: non contro qualcuno, ma contro nessuno/a.

Dopo il successo di Medee, progettualità realizzata nella stagione 2025 sempre all’interno di HU-BS Martinengo, anche Penelopi si propone come un laboratorio permanente di ricerca, educazione e confronto, capace di andare oltre le singole ricorrenze e la cronaca, interrogandosi sul potere delle narrazioni che nel tempo hanno costruito la nostra idea di donne, uomini e relazioni per generare una cultura fondata sul rispetto, sulla giustizia e sulla libertà. I lavori, nati come una grande tela condivisa, entreranno a far parte del prestigioso progetto internazionale Kids Guernica.

Per il suo ultimo fine settimana, il percorso espositivo si arricchisce di un appuntamento speciale: sabato 11 e domenica 12 luglio, la mostra ospiterà "Io sono Odissea. Scarabocchi di una filogenesi sbilenca", un progetto nato dalla penna di Sabrina Corsini e arricchito dai disegni dell'artista Marta Goglio.

Il progetto Odissea racconta di una bambina che, leggendo l'opera di Omero, decide che, insieme alle sue amiche “Ulisse", solcherà mari e fiumi e affronterà avventure in luoghi sconosciuti. Una bambina, esattamente come un bambino, ha il potere di immaginare ciò che è precluso a chi è già prigioniero di una narrazione rigidamente costituita. La storia, veicolo necessario che rischia talvolta di trasformarsi in un limite, incrocia qui il suo destino con Penelopi: noi tutti, chiusi nella "stanza della storia", vorremmo uscire da lì per solcare nuovi mari. Come descrive la stessa Goglio parlando delle protagoniste dell'opera: "Sgarrupate, spatuzze, caotiche, originano crolli spostando un sassolino e mettono su ali potenti con una sola piuma: vi invitiamo a viaggiare con loro". 

08 lug 2026 23:53