Sul filo della Memoria e del Ricordo
“Sul filo della Memoria e del Ricordo”: nei giorni scorsi, presso i locali della Fondazione della Comunità Bresciana (via Malta a Brescia), è stata presentata questa interessante iniziativa culturale articolata in vari appuntamenti previsti per il biennio 2026-2027 e con l'intento di unire le riflessioni sulla Giornata della Memoria (Shoah e deportazioni) e sul Giorno del Ricordo (foibe ed esodo giuliano-dalmata). Il progetto è promosso dalla Fondazione Luigi Micheletti e da sei Comuni bresciani (Botticino, Calvagese della Riviera, Castenedolo, Mazzano, Nuvolera e Rezzato), supportati economicamente dall’ente ospitante, il quale ha potuto vantare per questo programma di ricerca un’ampia rete di partner istituzionali: le Università Statale e Cattolica di Brescia, la Casa della Memoria, l’ANPI, l’ANED, l’ANVGD e le Fiamme Verdi. Lo scopo principale del ciclo di incontri è favorire una comprensione integrata e completa della tragica e complessa vicenda del Confine Orientale, trasformando l’apprendimento del passato in una matura coscienza civica e critica.
“La nostra Fondazione ha accolto con grande favore la richiesta di supportare tale iniziativa storico-civica – ha affermato Mario Mistretta, Presidente della Fondazione della Comunità Bresciana – poiché questo programma di approfondimento incarna i valori fondanti del nostro territorio, pur superandone in questa occasione i confini geografici”. Il tema degli incontri invita a meditare sull’essenza stessa del male, inteso come fenomeno pervasivo e tristemente efficiente: una forza oscura che può essere sconfitta dal bene solo se lo studio e la profonda conoscenza delle dinamiche storiche ci aiutano a comprenderne i risvolti più drammatici”.
Illustrando nel dettaglio gli appuntamenti della rassegna – iniziata sabato 28 febbraio – la vicesindaca e assessora di Mazzano Liviana Rocchi ha evidenziato come il valore della ricerca venga amplificato dall’efficace unione di intenti tra le diverse amministrazioni locali, gli atenei e le associazioni coinvolte, che hanno garantito con entusiasmo il proprio prezioso contributo. Il programma del 2026 ruoterà attorno al tema “Confine Orientale: dalla conoscenza al viaggio”, articolandosi in cinque serate: quattro preparatorie a un’imminente visita nei luoghi della memoria e una conclusiva dedicata alla riflessione. Per il 2027, invece, il ciclo prenderà il nome di “Dal Confine Orientale al territorio bresciano” e includerà numerose escursioni guidate verso mete locali altamente significative.
Nello specifico, le cinque conferenze gratuite si terranno tra febbraio e maggio 2026, animate da storici ed esperti di altissimo profilo: il debutto è stato sabato 28 febbraio a Botticino (Teatro Centro Lucia) con Raoul Pupo dell’Università di Trieste che ha affrontato “Le radici della violenza sulla frontiera adriatica”; seguirà, il 14 marzo a Nuvolera (Teatro Oratorio, ore 17), l’intervento della collega d’ateneo Tullia Catalan su “Dalla politica fascista di assimilazione forzata degli sloveni all’annientamento nazista di ebrei e oppositori”. La settimana successiva, il 21 marzo, Enrico Miletto (Università di Torino) sarà a Rezzato (Teatro CTM, ore 17) per analizzare “Il dramma alla fine della guerra: foibe ed esodo”, mentre il 28 marzo a Mazzano (Sala Polivalente Biblioteca, ore 17) il professor Giovanni Spinelli della Casa della Memoria guiderà la riflessione su “L’esodo e il travagliato processo di integrazione dei giuliano-dalmati”. A chiudere la rassegna sarà Filippo Focardi (Università di Padova) il 9 maggio, nella Sala civica dei Disciplini di Castenedolo (ore 17), approfondendo “Il significato della Memoria e dei suoi luoghi: come la storia del confine interroga il nostro presente”.
È fondamentale stimolare un’indagine accurata dei fatti – ha chiosato Carlo Alberto Romano, prorettore all’Impegno sociale per il territorio dell’Università degli Studi di Brescia – al fine di preservare, generare e rigenerare a sua volta conoscenza che vuol dire produrre valori e idee per una educazione che offra alle nuove generazioni una capacità di dare senso e compimento anche all’eredità delle sofferenze passate”.