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Brescia
di REDAZIONE 21 ott 2022 09:02

Vincenzo Romanelli 22.10.22

Sabato 22 ottobre alle 18, nella sede dell'Associazione artisti bresciani, in vicolo delle Stelle, 4 in città, viene inaugurata la mostra "Vincenzo Romanelli 22.10.22". La mostra dedicata all’artista in occasione del centenario della nascita (22 ottobre 1922) si può visitare fino al 2 novembre dal martedì alla domenica con orario 16 – 19.30. 

Vincenzo Romanelli ha tenuto una mostra all’AAB in occasione dei suoi 80 anni e poi un’altra per i suoi 90 anni. Ora l’artista è scomparso, ma la famiglia vuole ricordarlo a cent’anni dalla nascita: 22 ottobre 1922 – 22 ottobre 2022. “Questa mostra dei cento anni – scrivono i familiari nel catalogo della mostra – non vuol essere commemorativa di un artista che non c’è più. Vuol essere anzi un inno alla vita e alla voglia di vivere di un uomo che, anche in tarda età, ha continuato a fare progetti, ad imparare, ad innovarsi. In ultimo, aveva come obiettivo la mostra dei cento anni. ‘Se io non ci sarò, dovete organizzarla voi!’, ci diceva. E così è stato”.

Vincenzo Romanelli, nato a Brescia e poi trasferitosi a Trani con la famiglia, dopo gli studi ha affiancato l’attività lavorativa a quella artistica, coltivando la passione per il disegno, nutrita fin dall’infanzia. L’interesse per la pittura lo ha impegnato sempre di più, da autodidatta prima e con i corsi alla scuola della Associazione Artisti Bresciani in seguito; la prima mostra a Verona nel 1958 e poi tante altre negli anni ’60-’70. Dopo un periodo di rallentamento, agli inizi degli anni Novanta, ha ricominciato a dipingere con continuità, coltivando l’interesse per l’arte e i suoi mutamenti.

Dal punto di vista espressivo, nel suo saggio critico Mauro Corradini rileva che: “… nonostante un percorso non lineare, fatto di accelerazioni e silenzi e pause, Vincenzo emerge e si offre con la mano “felice” che sa portarlo dove vuole e lo aiuta a trascrivere un mondo che lentamente viene prendendo forma. Nella pittura che si affina, la sua mano si fa più libera; emergono modalità espressive che hanno il senso di una nuova figurazione, tra un realismo, a volte un po’ retorico, e un astrattismo mentale; la sua pittura cresce sempre più chiaramente verso un mondo interiore che si alimenta con la presenza diffusa di nuove iconografie”.

La mostra tocca per punti l’intera opera di Romanelli, soffermandosi sul paesaggio, soggetto a lui molto caro, per giungere, come sottolineato da Massimo Tedeschi, agli “ultimi commoventi lavori realizzati con fil di ferro ritorto hanno il sapore dell’urlo grafico, della riduzione drammatica del tutto a una linea continua. Quasi un messaggio che Romanelli – da qualche luogo imperscrutabile e misterioso – continua a consegnarci, attraverso le sue opere.”


REDAZIONE 21 ott 2022 09:02