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Gavardo
di VITTORIO BERTONI 01 lug 10:46

Depuratore: i Comuni dicono no

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All'unisono, Comuni e associazioni ambientaliste si schierano contro la soluzione proposta per il Depuratore del Garda

Depuratore del Garda: nuova puntata. All'unisono, Comuni e associazioni ambientaliste si schierano contro la soluzione proposta. Due corposi studi redatti separatamente portano alla conclusione che l'analisi commissionata da Acque Bresciane all'Università di Brescia, che vede la realizzazione di due maxi depuratori a Gavardo e a Montichiari, con recettore il fiume Chiese più una parte di reflui provenienti dal basso lago a Peschiera, porta con sé diversi punti di criticità dal punto di vista economico e ambientale. “Emerge con chiarezza – affermano i sindaci di Gavardo e di Montichiari, Davide Comaglio (nella foto) e Marco Togni – che la soluzione migliore sia quella 'tutto a Peschiera', con l'ampliamento del depuratore esistente e ben funzionante. Oltretutto i costi di realizzazione del progetto, di manutenzione e gestione sono inferiori”.

Dati ritenuti insufficienti. “Per quanto riguarda l'impatto ambientale - sottolineano i tecnici incaricati dai comuni, Giuseppe Magro e Luca Bonetti – bisogna considerare l'impatto cumulativo, che è il risultato di una serie di attività, scarichi ed emissioni che si combinano o che si sovrappongono, creando, potenzialmente, un impatto significativo”. Le comunità maggiormente interessate dal progetto sono quelle lungo l’asta del Chiese in un percorso che attraversa numerosi Comuni. “Il fiume – precisa il tecnico portavoce dei comitati e delle associazioni ambientaliste, Filippo Grumi – soffre già di numerose criticità ambientali. Se dovesse ricevere acqua depurata si aggraverebbe il problema della presenza di nitrati. Ma bisogna fare i conti anche con i costi, perchè solo l'impianto di pompaggio necessario a superare il dislivello dei reflui da Salò a Tormini avrebbe un extracosto di 1 milione di euro all'anno, che verrebbe spalmato sulle bollette dei cittadini”. I due studi sono stati inviati al ministro Sergio Costa. Cosa resta da fare se il Ministero, che è socio nell'investimento con 100 milioni, avallerà l'ipotesi di Acque Bresciane? “Quello che è certo – spiegano i sindaci – è che non smetteremo di lottare. Magari dovremo rivolgerci ad un bravo avvocato per portare avanti le nostre istanze”.


VITTORIO BERTONI 01 lug 10:46