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di VITTORIO BERTONI 31 lug 2026 12:57

Il Garda si candida a Capitale della cultura

Per la Capitale italiana della Cultura 2029 si profila un derby bresciano. Dopo la candidatura della Valle Camonica è ora la volta del lago di Garda. Con l'ingresso di Garda Unico al fianco del percorso che vede Bardolino, prende forma un'idea che va ben oltre il prestigio di un titolo: costruire un futuro in cui il lago impari a raccontarsi con una sola voce, pur mantenendo la ricchezza delle sue tante identità. Per chi lo vive ogni giorno, il Garda non è mai stato soltanto un confine amministrativo. È un paesaggio che unisce tre regioni, quattro province, decine di comunità e migliaia di storie. Un luogo dove la cultura nasce dall'incontro tra tradizioni, lingue, paesaggi, mestieri e persone. La candidatura al Ministero della Cultura vuole trasformare proprio questa ricchezza in una visione condivisa, facendo della cultura il motore di una crescita capace di lasciare un'eredità concreta ben oltre il 2029. L'adesione di Garda Unico rappresenta un passaggio simbolico e strategico.

L'agenzia che promuove il lago come destinazione unitaria a livello nazionale e internazionale porta infatti nel progetto la stessa filosofia che ispira da anni il suo lavoro: considerare il Garda come un unico grande territorio, dove la collaborazione vale più della competizione e dove ogni sponda contribuisce a costruire un'identità comune. “Accogliamo con grande soddisfazione questo sostegno - afferma il sindaco, Daniele Bertasi - in quanto Garda Unico rappresenta il Garda nella sua dimensione unitaria e la sua adesione conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Fin dall'inizio abbiamo immaginato una candidatura dal respiro sovracomunale e interregionale, capace di appartenere a tutto il lago. L'obiettivo non è solo conquistare un riconoscimento, ma lasciare un'eredità fatta di cultura, qualità della vita e sviluppo sostenibile per le nostre comunità”. Una visione che trova piena sintonia con quella di Garda Unico, nata dalla collaborazione tra Garda Dolomiti, Destination Verona & Garda Foundation e Consorzio Lago di Garda Lombardia, le tre realtà che promuovono rispettivamente le sponde trentina, veneta e lombarda. “Questa candidatura - spiega la presidente, Stefania Lorenzoni - interpreta il Garda che immaginiamo da tempo.

Un territorio in cui cultura, paesaggio, tradizioni e innovazione dialogano per costruire un'identità condivisa. Crediamo profondamente che la cultura possa diventare una leva di crescita, di coesione e di valorizzazione del territorio. La forza del progetto sta proprio nella sua capacità di coinvolgere l'intero lago, facendo sentire ogni comunità protagonista”. Non è solo una condivisione di intenti. Garda Unico sosterrà concretamente il percorso finanziando già nel 2026 la realizzazione del video ufficiale della candidatura e mettendo a disposizione il proprio patrimonio di competenze nella comunicazione e nella promozione territoriale. “Possiamo offrire strumenti, canali e relazioni consolidate - conclude Lorenzoni - per raccontare il progetto e valorizzarne i contenuti. Ogni iniziativa che nascerà lungo questo percorso contribuirà a rafforzare il posizionamento del Garda e a costruire una narrazione comune, capace di unire le diverse anime del lago”.

È forse questa la vera opportunità racchiusa nella candidatura. Non soltanto ottenere il titolo di Capitale Italiana della Cultura, ma utilizzare il cammino verso il 2029 per creare nuove reti tra istituzioni, imprese, associazioni e cittadini; per destagionalizzare l'offerta culturale e turistica; per dare spazio ai giovani, ai borghi, ai luoghi meno conosciuti e a un patrimonio diffuso che spesso resta nell'ombra delle località più celebri. In fondo, il valore di questa sfida non si misurerà soltanto nell'esito finale. Se il Garda riuscirà a costruire un progetto condiviso, capace di coinvolgere tutte le sue comunità, avrà già raggiunto il risultato più importante: dimostrare che la cultura può diventare il linguaggio comune di un lago che, pur attraversando tre regioni, ha scelto di guardare nella stessa direzione.

VITTORIO BERTONI 31 lug 2026 12:57