Brescia: il cordoglio per la morte di Stefano
Ieri pomeriggio, in via Foro Boario, è stato trovato privo di vita Stefano, un cittadino di origine croata, nato nel 1972.
Si tratta di una persona conosciuta da tempo dai servizi cittadini e inserita nei percorsi di presa in carico dell’Unità di Strada per la riduzione del danno. Nel corso degli anni, è stato più volte agganciato dagli operatori e ha avuto accesso ai servizi a bassa soglia presenti in città, oltre a essere seguito dai servizi dell’Asst Spedali Civili.
Era, inoltre, stato visitato dai sanitari del Progetto Strada e, nei mesi scorsi, ricoverato, grazie all’intervento e all’insistenza degli operatori. Tuttavia, aveva scelto di interrompere il percorso di cura, dimettendosi dopo pochi giorni.
Nel tempo erano stati attivati ulteriori tentativi di presa in carico sanitaria, anche attraverso la collaborazione con il progetto “Un medico per te”. Più recentemente era stata nuovamente costruita una disponibilità, anche con il supporto dei volontari, per accompagnarlo a una visita specialistica.
La situazione del 53enne era quindi conosciuta e seguita, nei limiti consentiti sia dalla normativa, sia dalle condizioni personali.
“Quando si verificano situazioni come questa”, dichiara l’Assessore ai Servizi Sociali Marco Fenaroli, “si prova dolore e senso di impotenza.
I servizi della città hanno seguito questa persona nel tempo, costruendo occasioni di aiuto, proponendo percorsi sanitari e offrendo possibilità concrete di presa in carico. Purtroppo, come accade in diversi casi di grave marginalità, non sempre è possibile trasformare queste opportunità in percorsi continuativi. Resta il presidio della rete dei servizi, che continua a lavorare con determinazione per intercettare e accompagnare le situazioni più fragili, sapendo che ogni storia è diversa e spesso complicata”.
Il Comune di Brescia esprime cordoglio per la scomparsa di Stefano e ribadisce l’impegno quotidiano degli operatori e delle realtà cittadine nel garantire ascolto, assistenza e possibilità di accesso ai servizi alle persone che vivono in condizioni di grave fragilità.
Ricordiamo che negli ultimi anni il Comune ha avviato un nuovo sistema di accoglienza in bassa soglia, attivo per l’intero arco dell’anno, superando “l’emergenza freddo” e abbandonando la rotazione periodica a favore di permanenze più lunghe sull’arco dell’intero anno solare, che permettono di strutturare percorsi di affrancamento dalla condizione di grave marginalità.
Per consentire la messa in protezione anche delle persone che non accettano un percorso d’aggancio, ma per le quali è comunque opportuno offrire un’alternativa alla strada, sono stati strutturati posti d’accoglienza in bassissima soglia, destinati anche a chi ha problematiche attive di dipendenza da sostanze o possiede animali da compagnia.
Oggi i servizi residenziali per persone adulte in situazione di disagio a Brescia contano in tutto 392 posti.
A garanzia dell’integrazione tra sociale e sanitario, da gennaio 2022 è attivo il progetto “Ambulatorio itinerante di prossimità per persone in situazione di marginalità”, che vede il Comune di Brescia capofila e l’Asst Spedali Civili come partner. Un’equipe itinerante di medici e infermieri opera con regolarità nei vari luoghi di accoglienza, avvicinando chi non si reca spontaneamente nei servizi sanitari territoriali.
Seguendo le Linee Guida Europee per il sostegno alle persone in condizione di marginalità che invitano all’innovazione, il Comune di Brescia ha adottato la metodologia di intervento detta “Housing First”. Il servizio consiste nell’accompagnamento di persone che hanno vissuto in strada, anche per molto tempo e con gravi problematiche, in un alloggio con un forte accompagnamento educativo che le sostenga nell’ integrazione sociale, nel recupero e mantenimento di autonomie abitative e sociali. Il servizio è attuato tramite un accordo di rete tra 5 enti del terzo settore che hanno messo a disposizione 7 alloggi, 18 le persone ospitate da maggio 2020 a dicembre 2025. La volontà dell’Amministrazione comunale è quella di implementare i progetti di Housing First e affiancare anche progetti di co-housing e Housing Led: programmi di inserimento abitativo, con un accompagnamento educativo leggero, di durata limitata.
In questa modalità si inserisce anche la gestione del servizio di accoglienza residenziale “Housing Led Corridoni”, che sarà aperto ai primi di maggio, dopo importanti lavori di riqualificazione con fondi Pnrr, e sarà destinato a persone in condizione di vulnerabilità sociale con grave disagio abitativo, ma anche a chi, dopo aver fatto un percorso di accoglienza nei servizi per l’inclusione sociale, potrà sperimentarsi in una situazione di vita autonoma, contribuendo economicamente ai costi dell’accoglienza, con un accompagnamento educativo leggero.
A tutto ciò si aggiunge il servizio diurno di inclusione sociale “L’Angolo”, che accoglie persone senza dimora in un ambiente che offre differenti servizi a bassa soglia (docce, lavanderia e deposito bagagli) e attività e sostegno nella gestione della quotidianità, in un clima relazionale positivo.
La gestione della pluralità dei servizi brevemente rappresentata è il frutto del costante lavoro di co-programmazione tra la Pubblica Amministrazione e gli Enti del terzo settore, all’insegna dell’analisi costante dei bisogni e dello sviluppo di risposte qualificate e innovative.