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Brescia
di ROBERTO FRUGONI 05 feb 2026 13:06

Dai banchi di scuola all’Avis

Adele Caini ha 63 anni, una vita scandita dalle stagioni della scuola primaria e da un impegno che non ha mai conosciuto pause: quello con Avis. Insegna ai bambini, è moglie, madre, ed è avisina da quando, appena diciottenne, firmò la sua prima iscrizione nella sezione di Odolo-Preseglie. Con lei c’erano altri quattro amici di sempre, compagni di giochi e poi di scelte. Alcuni di loro, come Adele, sono ancora lì, a testimoniare che certi legami resistono al tempo.

A ispirarla era stato suo padre, donatore per tutta la vita. Un esempio silenzioso e quotidiano, come spesso accade nelle famiglie dove il senso del dovere passa attraverso i gesti. “Il sangue non si produce, lo si può solo donare”, ripete Adele, con la concretezza di chi conosce il senso profondo di quelle parole, ricordando una storia che l’aveva profondamente segnata da ragazza: una persona della Valle Sabbia sopravvissuta a un trapianto grazie a innumerevoli sacche di sangue. Da allora, donare non è mai stato solo un atto sanitario, ma un modo concreto di stare accanto a chi soffre.

Alla fine degli anni Settanta Avis non era solo donazione, era aggregazione, sport, socialità. In un tempo in cui mancavano molte realtà associative, rappresentava un punto di riferimento per intere comunità. Pochi mesi dopo l’iscrizione, Adele Caini entrò in consiglio: il presidente di allora cercava giovani per portare aria nuova. Da consigliera a segretaria, poi presidente del Gruppo giovani della Valsabbia, esperienza unica e non più ripetuta, e infine, per molti anni, presidente dell’Avis di Odolo-Preseglie. Anche quando la salute le ha imposto di smettere di donare sangue, non ha mai smesso di donare tempo, idee, passione.

La sua più grande soddisfazione resta la nascita, nel 2014, della prima Unità di Raccolta della provincia di Brescia, a Barghe. Un progetto condiviso con tutta la Valsabbia, capace di superare il campanilismo e dare finalmente una “casa” agli avisini, prima costretti a spostarsi tra scuole e parrocchie.

Da poco Adele siede anche nel Consiglio provinciale Avis. Pensava, almeno da principio, di osservare e imparare, invece è stata subito coinvolta nella Commissione scuola, il suo mondo naturale. L’esperienza è impegnativa, ma stimolante, in una provincia vasta e differenziata. La sfida più grande? Aiutare i piccoli paesi a garantire il ricambio nei consigli, trovare non solo donatori ma persone disposte a prendersi responsabilità. “Forse, come per l’UDR, dovremo imparare ad aggregarci”, riflette.

E intanto sorride, orgogliosa, quando nella sede di Odolo arrivano ragazzi appena diciottenni che le dicono: “Maestra, sono qua”. È in quel momento che scuola, esempio e dono diventano la stessa cosa.

ROBERTO FRUGONI 05 feb 2026 13:06