Brescia cintura verde: parco periurbano approvato
“Un abbraccio verde alla città sempre più significativo”. Così la sindaca Castelletti ha definito il progetto di costruzione di un parco di cintura periurbano frutto del protocollo d’intesa firmato dal Comune di Brescia e altri 10 Comuni bresciani, che è stato presentato ieri a Palazzo Loggia.
“È stato davvero un lavoro di concerto - afferma l’assessora Bianchi -. I Comuni di Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Brescia, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Gussago, Nave, Rezzato, Rodengo Saiano e Roncadelle si sono coordinati allo scopo di incrementare la conservazione e la tutela ambientale, il valore per le aree urbane e periurbane e per attuare il processo di transizione ecologica dell’area metropolitana attorno a Brescia attraverso una fascia di cintura verde. Il lavoro ha riconosciuto anche le diversità: i nostri territori sono contigui, ma anche molto diversi, tuttavia le matrici ambientali sono assolutamente al di là di confini meramente amministrativi”.
Tra le linee guida dell'iniziativa, la “Carta Bergamo Brescia dei Parchi periurbani”, nella quale si sottolinea come i parchi debbano rappresentare luoghi di esperienze plurali inclusive: contesti per lo studio e per la valorizzazione e la ridefinizione dei paesaggi, luoghi di cultura e di elevata naturalità, risorse per il benessere della popolazione, per la qualità della vita e degli ecosistemi periurbani, strumenti di coesione sociale e ambiti privilegiati per l’educazione ambientale.
Da qui la stesura e la conseguente sottoscrizione del protocollo d’intesa attraverso cui gli Enti comunali si impegnano a lavorare per la costituzione di un parco di cintura periurbana a Brescia, finalizzato alla gestione associata del territorio compreso nelle aree identificate come Parco locale di interesse sovracomunale (Plis) negli strumenti di pianificazione dei Comuni.
Nel parco di cintura confluiranno anche i Pils già esistenti sul territorio di Brescia (Parco delle Colline e Parco delle Cave) e, in questo modo, dagli attuali 4.400 ettari si arriverà a superare i 10.000 ettari entro il 2028. “Sono numeri importanti - ha commentato la sindaca di Brescia, Laura Castelletti -, soprattutto nell'ottica di costruire insieme delle strategie ambientali, delle azioni che sono di pianificazione e difesa del territorio, immaginando una gestione comune”.
Il parco, secondo il protocollo d’intesa, avrà dunque queste finalità. In, primis dovrà provvedere alla gestione, valorizzazione e cura del territorio nel suo complesso e, in particolare, delle aree pubbliche e di uso pubblico, alla manutenzione degli itinerari, al governo del bosco, alla forestazione urbana, alla manutenzione delle attrezzature esistenti e di quelle che verranno realizzate, alla conservazione dell’ambiente naturale e coltivato. Oltre a ciò, l’impegno sarà quello di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio attraverso azioni comuni di pianificazione, difesa (dissesto idrogeologico, isole di calore, inquinamento ecc.), mobilità, energia e agricoltura; coordinare gli interventi dei singoli comuni qualora gli stessi abbiano valenza sovracomunale; coordinare gli studi e le ricerche riguardanti il territorio del Parco e la diffusione delle informazioni sul Parco stesso e sulle attività che vi verranno organizzate; progettare e organizzare corsi di educazione ambientale sul territorio del Parco; attivare azioni di vigilanza per garantire la tutela del patrimonio.
“Adesso ci sarà da capire il nome che vogliamo dare a questo parco, la cui nascita è prevista entro la primavera" ha concluso Lazzaroni, responsabile al settore Verde urbano e territoriale di Brescia.
(Foto Christian Penocchio, Comune di Brescia)