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di ARCHIVIO STORICO DIOCESANO 02 apr 2026 09:43

(1954) Un ritorno: la Veglia pasquale

Per la Pasqua del 1951 la Santa Sede, con il decreto “Dominicae Resurrectionis vigiliam”, introduceva un’importante novità: la cerimonia del sabato santo, dopo secoli che veniva celebrata al mattino, veniva riportata alla sera. Questa norma, prima di essere resa obbligatoria, venne attuata “ad experimentum” per un triennio. Infatti nel 1954 la Curia diocesana predisponeva una nota in cui ricordava che “S.E. Mons. Vescovo rinnova le norme già date negli anni scorsi. Cioè lascia al giudizio dei singoli parroci la facoltà di celebrare la veglia notturna, o di seguire il rito tradizionale della mattina del sabato santo, tenendo conto delle opportunità dei fedeli”. Tuttavia “nelle parrocchie della città si tenga una pratica uniforme, celebrando la veglia notturna”; inoltre “non si debbono suonare le campane se non dopo il segno dato dalla chiesa principale del luogo”. La nota concludeva che essendo l’ultimo anno del triennio, “i parroci manderanno a Mons. Vescovo una breve relazione indicando quale pratica hanno seguito in questi anni, e se hanno qualche osservazione da fare”. In effetti molti parroci risposero al sondaggio, per la maggior parte sottolineando l’accoglienza positiva al cambiamento di orario, mentre altri segnalarono alcune criticità dovute soprattutto a certi parrocchiani che, dopo una dura giornata di lavoro nei campi, si presentavano stanchi alla Veglia e non nelle migliori condizioni per seguire la celebrazione. [Fondo Tredici, b. 108]

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