Veglia delle Palme: Vi ho chiamati amici
L’incontro ha segnato l’ingresso nella Settimana Santa, tempo centrale per la vita della Chiesa, invitando i partecipanti a prepararsi a rivivere il mistero della morte e risurrezione di Cristo.
Un forte richiamo al valore dell’amicizia come cuore della fede cristiana è risuonato durante la Veglia delle Palme 2026, guidata dal vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada, e rivolta in modo particolare ai giovani.
Al centro della riflessione le parole di Gesù nel Vangelo di Giovanni: «Vi ho chiamato amici». Da questa espressione, il vescovo ha sviluppato una meditazione intensa e coinvolgente, mostrando come l’amicizia sia una chiave fondamentale per comprendere il rapporto tra Dio e l’uomo.
Attraverso alcuni episodi evangelici, mons. Tremolada ha delineato i tratti di un’amicizia autentica. Da un lato quella con Lazzaro, segnata dalla commozione e dalla vittoria sulla morte; dall’altro quella con Giuda, che rivela un amore capace di non venir meno nemmeno davanti al tradimento. «Un amico che non impedisce a chi vuole tradirlo di farlo, ma non smette di amarlo», ha sottolineato.
Rivolgendosi direttamente ai giovani, il vescovo ha ribadito che la fede non è un’idea astratta, ma un’esperienza concreta di relazione: «Non c’è amore più grande di chi dà la vita per i propri amici». Un amore che si traduce in gesti semplici e quotidiani, come il sorriso e l’abbraccio, indicati come segni visibili di una fraternità vissuta.
L’invito è stato quindi quello di costruire legami autentici e di diventare protagonisti di una cultura dell’amicizia: «Siate giovani che apprezzano, ricercano e diffondono l’amicizia», ha esortato Tremolada, incoraggiando a vivere relazioni aperte, benevole e capaci di generare fiducia.
In vista anche del prossimo convegno diocesano, il vescovo ha richiamato il tema dell’essere “tessitori di speranza”, sottolineando come proprio l’amicizia possa diventare una forza capace di trasformare il mondo. «Voi siete i miei amici. Siatelo davvero!», è stato l’invito finale, consegnato ai giovani come impegno concreto per il loro cammino di fede.
La veglia si è così conclusa in un clima di raccoglimento e speranza, proiettando i partecipanti verso la Pasqua come esperienza viva di incontro e di amicizia con Cristo.























