La vocazione non è mai un’imposizione
“Accogliere e vivere il dono della vocazione, che non è mai un’imposizione o uno schema prefissato a cui semplicemente aderire, ma un progetto di amore e di felicità”. E l’invito di Leone XIV, nel messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, sul tema: “La scoperta interiore del dono di Dio”. “La cura dell’interiorità: è da qui che è urgente ripartire nella pastorale vocazionale e nell’impegno sempre nuovo dell’evangelizzazione”, scrive il Papa menzionando Sant’Agostino, il quale nelle Confessioni riconosce Dio “più intimo di ogni mia intimità”. “Oltre la consapevolezza di sé, egli scopre la bellezza della luce divina che lo guida nel buio”, spiega Leone, che invita tutti – “famiglie, parrocchie, comunità religiose, vescovi, sacerdoti, diaconi, catechisti, educatori e fedeli laici” – ad “impegnarsi sempre di più nel creare contesti favorevoli affinché questo dono possa essere accolto, nutrito, custodito e accompagnato per portare abbondante frutto”.
“Solo se i nostri ambienti splenderanno per fede viva, preghiera costante e accompagnamento fraterno, la chiamata di Dio potrà sbocciare e maturare, diventando strada di felicità e salvezza per ciascuno e per il mondo”,
la tesi del Pontefice, che esorta a “creare spazi di silenzio interiore per intuire ciò che il Signore ha in cuore per la nostra felicità” e a “conoscere Dio attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola, i sacramenti, la vita della Chiesa e la donazione ai fratelli e alle sorelle”. “Non si tratta di un sapere intellettuale astratto o di una conoscenza dotta, ma di un incontro personale che trasforma la vita”, precisa il Santo Padre: “Dio abita il nostro cuore: la vocazione è un dialogo intimo con lui, che chiama – nonostante il rumore talvolta assordante del mondo – invitandoci a rispondere con vera gioia e generosità”. “Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso, la Verità abita nell’uomo interiore”, l’imperativo sulla scorta di sant’Agostino.
“Cari giovani, ascoltate questa voce!”, l’appello del Papa: ”Ascoltate la voce del Signore che vi invita a vivere una vita piena, realizzata, mettendo a frutto i propri talenti”.
“Fermatevi in adorazione eucaristica, meditate assiduamente la Parola di Dio per viverla ogni giorno, partecipate attivamente e pienamente alla vita sacramentale ed ecclesiale”, prosegue Leone: “In questo modo conoscerete il Signore e, nell’intimità propria dell’amicizia, scoprirete come donare voi stessi, nella via del matrimonio, o del sacerdozio, o del diaconato permanente, oppure nella vita consacrata, religiosa o secolare”.
“La vita si rivela come un continuo fidarsi e affidarsi al Signore, anche quando i suoi piani sconvolgono i nostri”,
assicura il Papa Leone citando San Giuseppe, “icona di fiducia totale nel disegno di Dio: si fida anche quando tutto intorno a lui sembra essere tenebra e negatività, quando le cose sembrano andare in direzione opposta rispetto a quella prevista”: “si fida e si affida, certo della bontà e della fedeltà del Signore”. “Coltivare una fiducia ferma e stabile nelle promesse di Dio, senza cedere mai alla disperazione, superando paure e incertezze, certi che il Risorto è Signore della storia del mondo e della nostra personale”, l’indicazione di rotta del Papa: “Egli non ci abbandona nelle ore più buie, ma viene a diradare con la sua luce tutte le nostre tenebre. E proprio grazie alla luce e alla forza del suo Spirito, anche attraverso prove e crisi, possiamo vedere la nostra vocazione maturare, riflettere sempre più la stessa bellezza di Colui che ci ha chiamato, una bellezza fatta di fedeltà e fiducia, nonostante le ferite e le cadute”.
“La vocazione non è un traguardo statico, ma un processo dinamico di maturazione, favorito dall’intimità con il Signore”, scrive Leone nella parte finale del messaggio: “stare con Gesù, lasciar agire lo Spirito Santo nei cuori e nelle situazioni della vita e rileggere tutto alla lLo scrive il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale delle vocazioni. “Tutta la nostra esistenza deve costituirsi in un legame forte ed essenziale con il Signore, in modo da diventare una risposta sempre più piena alla sua chiamata, attraverso le prove e le necessarie potature”, l’indicazione di rotta di Leone XIV, secondo il quale “i luoghi dove si manifesta maggiormente la volontà di Dio e si fa esperienza del suo infinito amore sono spesso i legami autentici e fraterni che siamo capaci di instaurare nel corso della nostra vita”. “Quanto è prezioso avere una valida guida spirituale che accompagni la scoperta e lo sviluppo della nostra vocazione!”, esclama il Papa: “Quanto sono importanti il discernimento e la verifica alla luce dello Spirito Santo, perché una vocazione possa realizzarsi in tutta la sua bellezza”.
La vocazione, infatti, “non è un possesso immediato, qualcosa di dato una volta per tutte:
è piuttosto un cammino che si sviluppa analogamente alla vita umana, in cui il dono ricevuto, oltre ad essere custodito, deve nutrirsi di un rapporto quotidiano con Dio per poter crescere e portare frutto”. “Vi incoraggio a coltivare la vostra relazione personale con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la meditazione della Parola”, l’invito finale: “Fermatevi, ascoltate, affidatevi: in questo modo, il dono della vostra vocazione maturerà, vi renderà felici e porterà frutti abbondanti per la Chiesa e per il mondo”.
.(Foto Siciliani-Gennari/SIR)