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Brescia
di GRUPPO DONNE SANT'EUFEMIA 11 feb 2026 17:14

Un ritorno al passato

Una riflessione del Gruppo donne di Sant'Eufemia

Abbiamo letto con sgomento e irritazione la proposta di legge della Senatrice Bongiorno che testualmente recita: “La volontà contraria” all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”. Prima la legge era chiara: “Solo se ti dico sì e sì. Solo sì è sì. Consenso. Fine. Ora invece c'è il dissenso: è violenza sessuale solo se la vittima ha detto no, ha espresso e manifestato chiaramente contrarietà. Una buona proposta di legge è stata “ annullata” per questioni interne di politica e di maggioranza. L'ennesima dimostrazione che alla fine l'obiettivo non è la tutela di noi donne, ma l'equilibrio dei partiti.

Inoltre tutto ciò ci riporta ad immagini e processi in cui la donna doveva dimostrare di non essere consenziente e ripropone sullo stesso piano vittima e carnefice. Oltre a farci indignare, ci offende come se anni di lotte e sensibilizzazione sul tema possano essere cancellati, anni di sofferto coraggio delle donne che denunciano, sapendo che si prospetta un percorso difficile per riscattarsi e riprendere in mano la propria vita.

E’ un ritorno ad un passato che pensavamo archiviato, soprattutto dopo il processo e il dibattito pubblico che hanno seguito i gravissimi fatti di Mazan (il cosiddetto caso Pelicot) o dopo la scoperta e conseguente chiusura del sito “mia moglie”.

Non è possibile che le donne che denunciano, sfidando la vergogna e il giudizio sociale, - magari dopo molti anni per timore di perdere i figli e figlie - donne vittime di vessazioni fisiche, verbali, di ricatti economici si ritrovino ancora a dover dimostrare la loro “volontà contraria”. Questa proposta di legge va cambiata!

Nella legge deve ritornare una formulazione chiara: è un “atto di violenza chi compie o fa compiere atti sessuali senza consenso”, con l’aggravante se esercitata su donne in stato d’ alterazione dovuta a sostanze o in situazioni di subalternità.

Siamo a fianco dei numerosi Centri Antiviolenza che da anni sostengono le donne vittime della violenza maschile, accompagnandole in processi lunghi ed estenuanti e in percorsi di uscita dalla violenza spesso con scarse risorse.

Siamo e saremo sempre impegnate e vigili per smontare ogni pezzo di una cultura patriarcale che in mille modi visibili e più sottili ostacola l’autodeterminazione delle donne.

GRUPPO DONNE SANT'EUFEMIA 11 feb 2026 17:14