Diritti, pace, istituzioni. Tra XX e XXI secolo
Di fronte allo scenario geopolitico contemporaneo, segnato da conflitti armati, da crisi umanitarie, dall’emergenza climatica e da crescenti tensioni sociali, la tenuta del diritto internazionale e dei diritti umani appare oggi più fragile che mai. Le nuove sfide di questo secolo richiedono una responsabilità condivisa, non solo da parte delle istituzioni ma anche dalle comunità e dai singoli individui, un impegno concreto verso un futuro fondato sul rispetto dei diritti umani, sulla pace e sulla cooperazione tra i popoli.
A partire da questo contesto si inserisce la pubblicazione del nuovo libro "Diritti, pace, istituzioni. Tra XX e XXI secolo" (pp. 240, 20 euro) di Raffaella Gherardi, in libreria da venerdì 6 febbraio, nella collana Orso Blu del marchio Scholé dell’Editrice Morcelliana.
L’autrice, professoressa emerita di Storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bologna, per Morcelliana ha curato Marco Mighetti, Il cittadino e lo Stato e altri scritti (Morcelliana, 2024), e ha scritto Marco Minghetti. Il liberalismo e l’Europa (2022).
Al centro del libro vi è l’idea di una cittadinanza attiva come strumento basilare per difendere l’eredità dei diritti fondamentali di fronte alle nuove sfide economiche, politiche, tecnologiche e sociali. All’interno di queste pagine, l’autrice propone i documenti fondativi dell’ordine internazionale, dalla Carta delle Nazioni Unite alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, fino ai modelli regionali del Consiglio d’Europa e dell'Unione Europea, descritti come pilastri della democrazia costituzionale che, dalla Seconda guerra mondiale ad oggi, hanno orientato le istituzioni globali verso il dialogo e la cooperazione. La rilettura di questi testi, accompagnata da un ricco commento, mette in evidenza come il rispetto dei diritti della persona «costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.». Una bussola interpretativa che ripercorre l’eredità filosofica e giuridica, da Kant a Kelsen, e al tempo stesso denuncia il ritorno di nazionalismi, capaci di alterare la memoria storica e l’efficacia delle istituzioni globali, indicando l’orizzonte di un ideale di pace giusta, fondato sui valori della convivenza e dei diritti dell’uomo.