Dogmi contemporanei
Sanremo dice e canta sempre qualcosa di pop-spirituale. Quest’anno ha esagerato e ce n’è stato per tutti i gusti. La canzone vincente di Sal Da Vinci parla di matrimonio e di bisogno di casa “per sempre”. Fedez e Masini esprimono i loro pensieri sul “male necessario” (problema di tutti i tempi!): non c’è “bisogno di scappare dal silenzio che è un rumore”, perché “anche nel buio si impara a vedere”. “Ditonellapiaga” (nella foto) elenca con grande precisione tutta una seria di dogmi contemporanei a cui siamo sottoposti nella vita quotidiana che, in realtà, procurano solo “fastidio”: la moda di Milano, lo snob romano, il sogno americano, il corso di pilates, la festa che è una farsa, i falsi scambi di sorrisi, le chiamate pubblicitarie asfissianti, “ma sotto quel sorriso, io non so più cos’è normale, se sono matta io...”. Solo a fermarsi qui, c’è materiale per un percorso di riflessione dove non te l’aspetti: le relazioni, gli sbagli, il male, la banalità… In fin dei conti, nella sua popolarità, il Festival esprime un bisogno che trova sempre meno spazio concreto nella realtà: una piazza dove discutere della vita, non solo per cantare ma, soprattutto, per condividere.