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Brescia
di GIORGIO BERETTA 04 mag 2023 04:59

Osare la pace

Un record storico, mai raggiunto nella storia dell’umanità. Ma non è una buona notizia. Lo scorso anno, la spesa militare mondiale ha raggiunto i 2.240 miliardi di dollari. Lo ha reso noto il SIPRI, l’autorevole istituto di ricerca di Stoccolma. Una crescita di ben 127 miliardi (del 3.7% in termini reali) rispetto all’anno precedente che supera di gran lunga i 100 miliardi annui che sarebbero necessari a mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico “ma che gli Stati del mondo non riescono a destinare a tale scopo per scelte politiche miopi”, ha commentato la Rete italiana pace e disarmo.

La spesa militare degli Stati Uniti ha raggiunto il record di 877 miliardi di dollari e da soli spendono il 39% della spesa militare globale tre volte di più della Cina (al secondo posto) che ha aumentato la propria spesa militare per il ventottesimo anno consecutivo (292 miliardi di dollari) raggiungendo il 13% della quota globale.

A seguito del conflitto sul territorio ucraino iniziato con l’invasione decisa da Putin si stima che la spesa militare della Russia sia cresciuta del 9,2% nell’ultimo anno, raggiungendo gli 86,4 miliardi di dollari (terzo Stato al mondo). L’Ucraina è entrata per la prima volta nella top 15 (all’11° posto) a causa di un enorme aumento della propria spesa militare. Il SIPRI segnala una riduzione della spesa militare italiana che invece non è riscontrabile nei dati di dettaglio sempre in crescita elaborati dall’Osservatorio Mil€x e nemmeno da quelli NATO, per i quali vi è una sostanziale stasi. Nel 2022 la spesa militare europea è aumentata del 13%, il più grande incremento annuale nella regione nel periodo successivo alla Guerra fredda. La spesa totale di tutti i trenta membri della NATO ammonta a 1.232 miliardi di dollari nel 2022, pari al 55% della spesa complessiva.

Un mondo sempre più armato ma che non è in grado di difendere un Paese aggredito perché si scatenerebbe un conflitto di portata mondiale. Proprio questa impasse dimostra che è più che mai urgente intraprendere un’altra strada, che non può essere quella del riarmo ma del disarmo. Nonostante i Governi continuino a ripetere che sono spese utili per la difesa, quella che manca è la volontà politica di superare le tensioni e le paure deponendo le armi, coltivando relazioni internazionali basate sulla fiducia reciproca, sulla diplomazia e sulla cooperazione. “Usare le armi per risolvere i conflitti è segno di debolezza e di fragilità. Negoziare, procedere alla mediazione e avviare la conciliazione richiede coraggio”, ha scritto su Twitter papa Francesco. Il coraggio di deporre le armi e di osare la pace.


(Foto Siciliani - Gennari/SIR)

GIORGIO BERETTA 04 mag 2023 04:59