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Brescia
di ILARIO BERTOLETTI 24 mar 2026 22:01

Peter Thiel: neo-gnosticismo cattolico

Il rumore mediatico provocato dalle conferenze romane sull’Anticristo di Peter Thiel – fondatore di “Palantir”, tra le società simbolo della tecnocrazia di Silicon Valley – induce a soffermarsi su quel che sembra il suo pensiero. Dai suoi scritti, in particolare “Il momento straussiano”,  emerge  una programmatica costruzione di una ideologia propria di questi  capitalisti tecnocrati, dalla ricchezza smisurata: si prefigura il declino della democrazia liberale a favore di un potere cesaristico affidato agli innovatori sociali, vale a dire i padroni di imprese che controllano i dati informatici e le ricerche sulla intelligenza artificiale. Il motto è: libertà illimitata per i pochi sapienti di cose tecnologiche, a sfavore dei diritti di tutti.

In Thiel questa ideologia ha una declinazione teologica: combinando in modo concettualmente approssimativo le riflessioni di René Girard sulla violenza costitutiva della società, filtrata dal desiderio mimetico che struttura le relazioni sociali, la teoria di Leo Strauss che critica dal punto di vista elitario i fondamenti del liberalismo, e la teologia politica di Carl Schmitt, che vede nella figura paolina del “kathekon”, di colui che trattiene la devastazione dell’Anticristo, una figura chiave per frenare il declino della società occidentale, Thiel approda a una teologia della storia. Una teologia, che accusando gli oppositori di essere incarnazioni dell’Anticristo,  diventa idolatria del potere senza freni di innovazione tecnologica: la potenza dell’intelligenza artificiale dovrebbe plasmare l’economia, la politica, il mondo della vita. Il tutto condito con alone esoterico tratto da “Il signore degli anelli” di Tolkien.

Se non fosse che questa ideologia esprime senza pudori gli interessi di un  monopolio economico senza pari,  che ha un avamposto politico nella presidenza Trump, la teologia di Thiel è da derubricare a parodia di una eresia neo-gnostica: “sincretistica”, perché mescola elementi disparati, “gnostica” perché riduce la fede a sapere algoritmico,  “settaria” perché riservata ai pochi eletti e fortunati tecnocrati. Fa bene la Chiesa cattolica a respingere questa teologia come ideologica, essendo un esempio di anti-umanesimo, dai tratti, sotto le sembianze di nostalgia di un cattolicesimo preconciliare, neo-pagani. Per dirla con il  Guardini  demistificatore dei totalitarismi (cfr. “Il Salvatore”, Morcelliana), siamo di fronte a nuove forme della mitologia del Salvatore: uomini del potere politico ed economico che si vogliono sostituire, per soddisfare l’ansia di salvezza, al Signore, a Cristo, diventandone la parodia.

Uomini che pensano di possedere, grazie al loro sapere, la chiave del segreto della storia e fanno della religione l’oppio per uomini ridotti alla minore età. In breve: con Thiel non abbiamo l’ennesima versione del cattolicesimo conservatore, che di per sé, come insegnavano Gioberti e Del Noce, è antignostico. Siamo di fronte a un sincretismo religioso per una nuova età buia della storia. Per fortuna a Brescia abbiamo una tradizione di pensiero teologico antitotalitaria e antiidolatrica, rappresentata tra gli altri dal magistero di padre Giulio Bevilacqua e dell’Oratorio della Pace.

 

ILARIO BERTOLETTI 24 mar 2026 22:01