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Roma
di DANIELE ROCCHI 27 lug 2018 12:53

Il Papa attende i giovani

Manca ormai meno di un mese all’incontro dei giovani italiani con papa Francesco a Roma, l’11 e il 12 agosto, dal titolo “Siamo qui”

Manca meno di un mese all’incontro dei giovani italiani con papa Francesco a Roma, l’11 e 12 agosto, dal titolo “Siamo qui”. Nella Capitale sono attesi, dopo una settimana di cammino sulle vie dei pellegrini, almeno 50mila giovani (420 da Brescia) da quasi 200 diocesi. Convergeranno tutti al Circo Massimo, dove sabato 11, tra le 18.30 e le 20.30, parteciperanno ad una veglia di preghiera con papa Francesco. A don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile, abbiamo chiesto di illustrarci questo evento.

Qual è il significato di questa due giorni e che obiettivo si pone?

Lo scopo è quello di ritrovarsi a pregare in vista del Sinodo sui giovani, che si terrà ad ottobre e che è un evento epocale. A tale riguardo il mondo della pastorale giovanile, e più in generale quello ecclesiale, non può che partire dalla preghiera. Siccome il Sinodo è un cammino, abbiamo voluto pensare a questo incontro come un cammino condiviso, proposto in prima persona ai giovani perché sentissero che la Chiesa vuole camminare con loro e accompagnarli. E soprattutto perché sentissero che possono – se vogliono – camminare dentro una comunità, dentro la Chiesa.

Quasi una “chiamata alle armi” per i giovani, insomma…

Non possiamo smarrire l’idea di essere chiamati. A me pare che come cristiani stiamo perdendo l’idea che “io credo perché Qualcuno mi chiama”. Dobbiamo riscoprire la nostra chiamata che viene dalla Parola di Dio e che fa la Chiesa. Il fatto di camminare insieme ci ricorda questo.

L’incontro può essere visto come segno di particolare vicinanza del Papa alla gioventù italiana?

Non parliamo di preferenze. Diciamo che in questo caso la fisica ha un suo peso (ride). È chiaro che non appena papa Francesco volge lo sguardo intorno a sé incontri l’Italia e gli italiani che con facilità arrivano ad incrociare i loro occhi con quelli del Papa. Detto ciò ricordo che questo di Roma è il primo incontro nazionale di papa Francesco con i giovani italiani.

I giovani arriveranno a Roma dopo aver raggiunto a piedi santuari cari alla loro tradizione spirituale e dopo aver visitato luoghi significativi (ospedali, carceri…) della sofferenza umana…

L’idea del cammino contiene spunti importanti per questo tempo: innanzitutto il cammino vuole essere un’estensione dell’attività sinodale. Il Sinodo è l’assemblea del Papa e dei vescovi che si ritrovano per confrontarsi. Cosa che faranno i nostri giovani in marcia. Essi ci ricordano che la fede è cammino, movimento, non è stare fermi. In secondo luogo il cammino è una cifra pastorale interessante. Abbiamo bisogno di ricordare a noi stessi che mettersi in cammino è già una risposta alle nostre mille domande. Mettersi in cammino è l’atteggiamento che questo tempo chiede ai cristiani perché ci viene chiesto di farci compagni di viaggio.

“Siamo qui” è il tema dell’incontro...

I giovani saranno anche davanti al mondo degli adulti che spesso nega quasi la loro presenza. In realtà i giovani ci sono e non solo nella dimensione del raduno. Saremo di fronte a decine di migliaia di storie, di vite, amate singolarmente da Dio.

DANIELE ROCCHI 27 lug 2018 12:53