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Città del Vaticano
di VATICAN NEWS 09 gen 2023 07:46

La giustizia di Dio è misericordia che salva

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L'Angelus di papa Francesco: portare i pesi gli uni degli altri, guardarsi con compassione, aiutarsi a vicenda, non dividere ma condividere: è così che i cristiani sono chiamati ad esercitare la giustizia nella Chiesa e nella società

Quante volte abbiamo invocato e ottenuto giustizia contro un male subito, un torto ricevuto, una calunnia, un sopruso, pensando che chi sbaglia debba pagare, anzi è giusto che paghi, magari con una condanna stabilita da un tribunale. Questa però è la giustizia dell’uomo non certo quella di Dio. Dalla finestra del Palazzo Apostolico ieri papa Francesco si è concentrato su questo tema iniziando una sorta di catechesi a scena aperta, con l’immagine “stupefacente” proposta dal Vangelo del giorno, di Gesù che china il capo sulle rive del Giordano, per farsi battezzare da Giovanni. Era un rito, quello di recarsi al fiume per ricevere il Battesimo, in cui la gente si pentiva e si impegnava a convertirsi con umiltà e cuore trasparente. Ma quale motivo spinge Cristo ad umiliarsi?

“Che cosa vuol dire adempiere ogni giustizia?” ha domandato il Papa mentre spiega che, facendosi battezzare, Gesù ha voluto svelare in cosa consista la giustizia che Dio è venuto a portare nel mondo. Nulla a che vedere con l’idea ristretta e meramente umana del “chi sbaglia paga”. La giustizia di Dio, dice Francesco è molto più grande: “non ha come fine la condanna del colpevole, ma la sua salvezza e la sua rinascita”, il voler rendere in definitiva giusto anche il più ostinato dei peccatori.

È una giustizia che viene dall’amore, da quelle viscere di compassione e di misericordia che sono il cuore stesso di Dio, Padre che si commuove quando siamo oppressi dal male e cadiamo sotto il peso dei peccati e delle fragilità.  

Salvare i peccatori tutti, prendere sulle spalle il peccato del mondo intero: ecco, dunque, il senso di quel gesto dirompente che Gesù compie sulle rive del Giordano e che lascia di sasso lo stesso Giovanni, ecco la giustizia che è venuto ad adempiere. “Egli - insiste il Papa - ci mostra che la vera giustizia di Dio è la misericordia che salva, l’amore che condivide la nostra condizione umana, si fa vicino, solidale con il nostro dolore, entrando nelle nostre oscurità per riportare la luce”. Papa Francesco ha esortato a non avere paura della misericordia di Dio e ha citato ancora il suo predecessore, Benedetto XVI, di cui ha celebrato le esequie lo scorso 5 gennaio, per avvalorare la profondità e l’ampiezza di questa redenzione che Dio concede a tutti, senza distinzione e che lo porta a scendere Lui stesso “fino in fondo all’abisso della morte, perché ogni uomo, anche chi è caduto tanto in basso da non vedere più il cielo, possa trovare la mano di Dio a cui aggrapparsi” (omelia 13 gennaio 2008)

Il compito più arduo per i cristiani, ha chiosato Francesco, è proprio esercitare la giustizia in questo modo non solo nella Chiesa ma anche nella società, nella vita di tutti i giorni, nei rapporti con gli altri. Come ci si riesce? Non di certo sparlando dei fratelli, accusando l'altro o peggio ancora chiacchierando con tutti di tutto, solo per il gusto di distruggere, perché il chiacchiericcio divide, è un'arma letale!

“Non con la durezza di chi giudica e condanna dividendo le persone in buone e cattive – sono state le sue parole - ma con la misericordia di chi accoglie condividendo le ferite e le fragilità delle sorelle e dei fratelli, per rialzarli. Vorrei dirlo così: non dividendo, ma condividendo. Non dividere, ma condividere. Facciamo come Gesù: condividiamo, portiamo i pesi gli uni degli altri, invece di chiacchierare e dividere, guardiamoci con compassione, aiutiamoci a vicenda. Chiediamoci: io sono una persona che divide o che condivide? Sono un discepolo dell'amore o del chiacchiericcio? Il chiacchiericcio è un'arma letale. Uccide, uccide l’amore, uccide la società, uccide la fratellanza. Chiediamoci: io sono una persona che divide o una persona che condivide2?

Ad ascoltare il Papa in Piazza San Pietro, c’erano oltre 30mila persone, sotto un sole timido. Molti quelli che si sono fermati dopo aver fatto visita, nelle Grotte Vaticane alla tomba di Benedetto XVI, per rendere omaggio e pregare.

VATICAN NEWS 09 gen 2023 07:46